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A sinistra la protesta di ieri a Bari, a destra Carrus

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Inizio in salita per il nuovo amministratore delegato di Banca Popolare di Bari, la sua nomina ieri è stata «accolta» con una protesta dei risparmiatori nel capoluogo pugliese. Cristiano Carrus succede ufficialmente a Giampiero Bergami, che si era dimesso lo scorso 13 dicembre dopo contrasti con Mediocredito centrale e Bernardo Mattarella.

Non ci sono stati colpi di scena ieri durante il Consiglio di amministrazione, nonostante su Carrus ci fossero «veti» di una parte della politica pugliese e del M5S e il «no» secco delle associazioni che rappresentano gli azionisti. A Carrus viene «imputata» la liquidazione di Veneto Banca, di cui è stato prima vice direttore generale e poi amministratore delegato e direttore generale. Il nuovo Ad era stato nominato Chief Financial Officer di Banca Popolare di Bari a febbraio 2020, in piena gestione commissariale, per poi ricoprire il ruolo di Chief Business Officer da ottobre dello scorso anno.

Da ieri l’ulteriore promozione. «La nomina di Carrus – commentano dall’istituto di credito – si inserisce nel percorso di consolidamento: il suo impegno è volto al risanamento della BpB, favorendone la crescita attraverso una strategia industriale condivisa con la capogruppo Mcc». Di origini venete, vanta una esperienza professionale quarantennale, di cui gli ultimi venti in posizioni apicali.

«Il Consiglio di amministrazione augura buon lavoro al nuovo amministratore delegato, con cui condivide la visione per guidare la banca verso una fase di risanamento e crescita». I risparmiatori ora si augurano una fase più serena dopo le cinque dimissioni in sei mesi, ma ieri hanno dato il «benvenuto» a Carrus in maniera ruvida, protestando sotto la sede centrale dell’istituto. Il presidio è stato organizzato da «AssoAzionistiBpB» e «Comitato indipendente soci BpB» in concomitanza con la riunione del cda: «Siamo fortemente preoccupati per le sorti della nostra banca – dicono i risparmiatori in una nota – ci giungono rumors di perdite nel 2021 di oltre 200 milioni di euro e dell’assoluta inadeguatezza del piano di rilancio della banca portato avanti dal neo azionista di maggioranza Mcc.

Apprendiamo, inoltre, con sfavore della nomina di Carrus che riteniamo inadeguato al ruolo, essendo stato l’Ad di Veneto Banca, poi posta in liquidazione coatta amministrativa. Ci appelliamo ancora una volta a tutti i rappresentanti parlamentari pugliesi, essendo ormai Popolare di Bari una banca pubblica e controllata dallo Stato. Intervenite sul governo per salvare BpB ed evitare un secondo default nonché per consentire ai 70mila incolpevoli soci di avere un ristoro delle enormi perdite finanziarie subite.

Siamo di fronte a una vicenda assurda, nella quale la banca, i soci, i dipendenti stanno addirittura rimpiangendo l’intervento dello Stato che attraverso Mcc disprezza 70mila azionisti e dimostra di essere incapace di rilanciare la più importante banca della nostra città e della nostra regione». Primo scoglio da superare per Carrus è la liquidazione, entro la fine dell’anno, a oltre 17mila persone del rimborso delle obbligazioni emesse dalla banca per complessivi 228 milioni di euro.

Si tratta solamente del primo passaggio di un lungo percorso che dovrà portare al risanamento definitivo della banca, che conta ancora un cattivo rapporto tra costi e ricavi che si attesta al 155,5 per cento. Mcc ha dovuto, d’altronde, far fronte alla copertura del debito lasciato dalla vecchia gestione pari a circa 1,5 miliardi di euro. E ancora oggi l’istituto continua a registrare perdite, seppure più contenute.

«Quella dei 70 mila azionisti e piccoli risparmiatori traditi dalla Banca Popolare di Bari è una vicenda su cui è necessario trovare soluzioni concrete e definitive quanto prima. L’intervento in legge di bilancio regionale, nato su mia sollecitazione e portato avanti con successo dalla consigliera Lucia Parchitelli, è un primo importante segnale di attenzione.

Un intervento che non può dirsi risolutivo ma che traccia la strada nella direzione auspicata», interviene il segretario regionale del Pd Puglia, Marco Lacarra, commentando lo stanziamento nella manovra regionale di 300 mila euro per sostenere nelle spese legali agli azionisti che vorranno intraprendere azioni legali per il recupero dei risparmi che ritengono di aver perso.

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