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Mario Lerario

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L’ex capo della Protezione civile regionale pugliese Mario Lerario, in carcere dal 23 dicembre scorso per corruzione, dopo aver intascato due presunte tangenti da altrettanti imprenditori, ha formalizzato le sue dimissioni dalla Regione Puglia. Già sospeso dall’incarico dopo l’arresto, l’ex dirigente ha firmato in carcere e spedito le sue formali dimissioni. Il difensore, l’avvocato Michele Laforgia, ha quindi depositato al gip una istanza per la revoca della misura cautelare ritenendo cessate le esigenze cautelare proprio sulla base delle avvenute dimissioni.

Il gip, dopo il parere della Procura, deciderà nei prossimi giorni. Intanto, è stata fissata per il 20 gennaio l’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame, alla quale la difesa potrebbe rinunciare se il gip decidesse prima.
L’indagine nell’ambito della quale Lerario è indagato insieme con altre sette persone, un funzionario regionale e sei imprenditori, riguarda presunte vicende corruttive legate alla realizzazione dell’ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari e altri appalti pubblici relativi prevalentemente alla emergenza Covid.

La clamorosa vicenda ha avuto ineviti ripercussioni anche politiche, con richieste di «fare chiarezza» giunte da più parti. «Ho convocato per lunedì 17 gennaio alle ore 10, la riunione della I Commissione con all’ordine del giorno l’audizione di Ciro Imperio, direttore del Dipartimento organizzazione, e Nicola Lopane, dirigente Protezione civile, sulle spese sostenute per la gestione della pandemia da Covid-19», ha annunciato di recente il presidente della commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, Fabiano Amati (Pd), in merito all’attività della Protezione civile dopo l’arresto dell’ex capo Mario Lerario, accusato di aver intascato tangenti.

«Segnalo – aveva aggiunto Amati – che la commissione nei mesi scorsi ha già svolto due riunioni sull’argomento, raccogliendo i dati della spesa complessiva aggregata e richiedendo, purtroppo invano, la trasmissione degli stessi dati ma in forma analitica, cioè attività per attività, e con le relative modalità di affidamento».

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