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Gianni Rotice, neo sindaco di Manfredonia

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Dopo oltre due anni di commissariamento dovuto allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, Manfredonia ha un nuovo sindaco. È Gianni Rotice, ingegnere e noto imprenditore edile, già presidente di Confindustria Foggia e candidato del centrodestra, che ha ottenuto il 56,2 per cento dei consensi. A festeggiare la vittoria della coalizione dopo 25 anni di amministrazioni dell’altra sponda sono in tanti. Anche pezzi del centrosinistra, secondo alcune ricostruzioni.

È noto che a livello locale la civica Con, legata al governatore Michele Emiliano, non abbia trovato alcun accordo col Pd. Anzi, è stato quest’ultimo, che ha ripresentato alle elezioni il vecchio sindaco della fine degli anni Novanta, l’avvocato Gaetano Prencipe, amico personale, oltretutto, del governatore, a rifiutare ogni avvicinamento. «Nessun accordo e nessuna mediazione è possibile con chi rappresenta il centrodestra e con chi rappresenta Con», erano state le sue dichiarazioni.

Motivo per cui il presidente della Regione si è trovato sul palco prima del ballottaggio a sostenere in piazza il candidato sindaco del Pd, mentre quelli della sua lista, compreso l’ultimo sindaco prima del commissariamento, Angelo Riccardi, si sono tenuti alla larga lasciando ufficialmente ai loro elettori libertà di voto. Con, infatti, era presente al primo turno a sostegno di Maria Teresa Valente assieme alla lista Manfredonia Democratica. Valente, che ha ottenuto poco più del 6 per cento, era stata anche portavoce di Riccardi, a sua volta divenuto consigliere per le Tematiche ambientali di Emiliano.

Le indicazioni di voto di Con, secondo diverse ricostruzioni, ci sarebbero state e come, ma sarebbero andate proprio al candidato vincente del centrodestra. Del resto, tra Riccardi e Rotice le convergenze in passato non sono mancate. Nel giugno 2017 l’ex sindaco lo aveva designato quello quale componente del comitato di gestione dell’Autorità portuale del Mare Adriatico meridionale. Motivo per cui ci fu anche un interrogazione alla commissione parlamentare della Camera sui Trasporti del deputato del Movimento 5 Stelle Diego De Lorenzis indirizzata al ministero delle Infrastrutture, sull’opportunità di quella nomina e sul conflitto di interessi che aveva creato. Tra le osservazioni c’erano quelle degli appalti e delle proprietà che le sue aziende vantavano all’interno della struttura portuale della città e riferimenti a inchieste del 2005 che lo avevano riguardato.

Conflitti di interessi che per un importante imprenditore del settore edilizio seduto sulla poltrona di sindaco sono potenzialmente dietro l’angolo. La ripartenza di Manfredonia rimane quindi complessa e tortuosa, in un contesto complicato, con la pressione delle organizzazioni criminali presenti sul territorio con i Romito e i Li Bergolis-Miucci, arrivati a infiltrarsi nella precedente amministrazione. Emiliano si è voluto complimentare con entrambi i candidati, così come ha fatto il Movimento 5 stelle e l’assessora regionale al Welfare, la foggiana Rosa Barone. L’auspicio è che la città cambi marcia per davvero.

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