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Pier Luigi Lopalco

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«Avanti tutta». Pier Luigi Lopalco si rivolge erga omnes per confermare le sue dimissioni da assessore regionale alla Sanità. A differenza della notizia del suo passo indietro emerse una settimana fa, questa volta Il professore, l’epidemiologo di fama internazionale, ha scelto un canale accessibile ai più per confermare la sua definitiva uscita dalla Giunta: il suo profilo social. E lo fa con un’incitazione rivolta a se stesso e la prospettiva di rimanere in politica, nel suo ruolo di consigliere regionale, tra gli scranni della civica Con, legata al governatore.

«Nelle scorse settimane – scrive Lopalco – abbiamo messo a punto un progetto di riforma del sistema della prevenzione pronto ad essere varato insieme ad un piano globale di rimodulazione del governo della sanità pugliese. Come già annunciato, con questo ritengo di aver esaurito il mio impegno nella funzione di assessore. È un addio alla politica? Certamente no. Rinuncio ad una carica e solo dopo profonda riflessione». Al di là della polemica sulla vicenda dell’acquisto del costoso farmaco Zolgensma per la terapia genica al piccolo Paolo Scavo malato di Sma, apparsa ai più strumentale ai fini della rottura, le dimissioni, dopo una trattativa serrata per un ripensamento, sono state accettate da Michele Emiliano.

Il governatore ha al contempo arrogato a sé la delega all’assessorato più delicato, come avvenuto nella scorsa legislatura. Si aprono quindi ufficialmente gli scenari per la successione di Lopalco, che non è escluso possa rimanere nelle mani del presidente pugliese. Già da ieri Emiliano ha preso le redini della situazione e presieduto una riunione con Vito Montanaro e i dirigenti del dipartimento Salute.

L’obiettivo è dare proprio impulso alla campagna vaccinale sulla terza dose del vaccino antiCovid che in Puglia fa registrare colpevoli ritardi, mentre i contagi continuano a crescere. Il nome eventuale che circola da giorni per l’assessorato è quello di Felice Spaccavento. Stimato medico molfettese, alle scorse regionali racimolò ben 8 mila preferenze con la lista di sinistra, vicina all’ex governatore Nichi Vendola, Puglia solidale verde.

Voti che non gli furono sufficienti a entrare in Consiglio perché non scattò il seggio della civica, che in Giunta conta l’assessora all’Ambiente e all’Urbanistica Maria Grazia Maraschio. In difficoltà per l’approvazione del Piano rifiuti e per la proroga del contestato Piano casa, quest’ultima è data già in bilico. Per questo si potrebbe aprire un valzer di nomine, con entrate e uscite nello scacchiere delle deleghe.

Un incastro che prevede non più di due assessori «tecnici» o in quota a liste fuori dall’arco dell’assemblea e che potrebbe vedere subentrare al posto di Maraschio una persona legata alle forze di maggioranza, Pd in primis, presenti in assemblea. I Democratici con l’ingresso sancito dal Tar di Carmelo Grassi aumenteranno da fine mese la loro rappresentanza a discapito delle civiche di Emiliano. Ed è plausibile che vada all’unico dei partiti tradizionali della maggioranza una delle caselle a disposizione.

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