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CATANZARO – La Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro ha confiscato il patrimonio di un imprenditore lametino, Giuseppe Trichilo (37 anni), condannato per reati aggravati dalle modalità mafiose, nell’ambito dell’operazione antimafia “Crimine”. Oggetto della confisca, il cui valore è stimato in oltre 50 milioni di euro, sono diversi compendi aziendali, costituiti da beni immobili ubicati a Lamezia Terme (Catanzaro); numerosi beni mobili e rapporti finanziari, precedentemente sequestrati dagli uomini della D.I.A. di Catanzaro, in esecuzione del provvedimento di sequestro emesso, nel gennaio 2012, dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Reggio Calabria.

Trichilo, imprenditore del settore edile, è stato arrestato nell’operazione Crimine condotta contro le cosche calabresi dalle Dda di Reggio Calabria e Milano con l’arresto di oltre 300 persone. Il provvedimento di sequestro portato a compimento nel 2012 riguardava il capitale sociale ed intero compendio aziendale della «Edil Trichilo srl» con sede a Lamezia Terme (Cz) dedita alla fabbricazione di strutture e parti assemblate metalliche ed al commercio di materiale da costruzione; capitale sociale ed intero compendio aziendale della «Ct Costruzioni srl», con sede a Falerna (Cz) e dedita alla costruzione di edifici residenziali; il 50 per cento del capitale sociale e del corrispondente compendio aziendale della «Magma srl» con sede a Lamezia Terme e dedita alla compravendita, locazione, gestione e amministrazione di beni immobili di qualsiasi specie e tipo; il 50 per cento del capitale sociale e del corrispondente compendio aziendale della «Caraffa Costruzioni srl» con sede a Gizzeria (Cz) dedita alla costruzione di edifici, strade ed autostrade; nonchè decine di beni immobili, autovetture e mezzi industriali e svariati rapporti finanziari. 

La Dia di Catanzaro ha eseguito rigorosi accertamenti che hanno riguardato, per un arco temporale compreso tra il 1998 ed il 2009, tutti i cespiti riconducibili a Trichilo, l’analisi dei bilanci aziendali, copiosa documentazione bancaria, allo scopo di documentare, tra l’altro, la sproporzione tra il reddito dichiarato ai fini delle imposte dirette e le attività economiche esercitate. 
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