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Omicidio Esposito, l’autopsia svela: il giornalista pestato e dato alle fiamme. Prima del delitto  rimosse le telecamere del comune.


La procura di Salerno indaga a 360 gradi sulla morte del giornalista sportivo, Luigi “Luca” Esposito, ritrovato carbonizzato domenica mattina in un campo agricolo di Eboli, nel  Salernitano. Attenzione concentrata sui contatti personali, sulla vita privata del giornalista.  Ieri pomeriggio, alle ore 16 in punto, all’obitorio dell’ospedale di Eboli si è svolta l’autopsia, affidata al medico legale Gabriele Casaburi. L’esame autoptico e la Tac eseguita sul corpo hanno infatti escluso la presenza di ferite provocate da armi da fuoco o da taglio. Gli accertamenti avrebbero invece evidenziato fratture multiple alla clavicola, alle costole e al bacino, elementi ritenuti compatibili con una violenta aggressione. I carabinieri esaminano i tabulati telefonici dell’utenza intestata alla vittima. L’assenza di ferite da proiettile sul corpo del giornalista ha messo in discussione la prima ricostruzione degli investigatori.

L’ENIGMA DEL BOSSOLO, LA SCENA DEL CRIMINE E L’ORARIO DEL DELITTO

Nella notte di domenica, poco distante dal corpo, era stato trovato un bossolo di pistola che, in un primo momento, aveva dato adito all’ipotesi di un delitto a colpi d’arma da fuoco. I primi rilievi scientifici e balistici, tuttavia, fanno pensare che l’arma non sia stata usata per ucciderlo, ma per depistare le indagini o come “firma” del delitto.

Ci sono invece più certezze sulla scena del crimine: la Lancia Y bianca di Esposito è stata trovata parcheggiata e chiusa a poca distanza dal corpo e le chiavi dell’auto si trovavano a terra proprio vicine ai resti. Anche l’orario esatto del delitto dovrà essere confermato dagli esami medico-legali, ma i primi elementi raccolti indicano che l’omicidio sia avvenuto prima della mezzanotte di sabato. Esposito aveva infatti l’abitudine di inviare ogni sera un messaggio dopo aver letto le prime pagine dei quotidiani locali con cui collaborava. Sabato notte quel messaggio non è mai arrivato. Inoltre, la dinamica dell’aggressione, che potrebbe essere stata un violento pestaggio prima che il corpo venisse dato alle fiamme, fa ipotizzare agli investigatori che ad agire sia stato un gruppo di persone e non un singolo.

LE PISTE INVESTIGATIVE SULLA VITA PRIVATA DI LUCA ESPOSITO, IL GIORNALISTA VITTIMA DI OMICIDIO

Restano comunque molti aspetti ancora oscuri della vicenda, che non è chiaro se abbiano una rilevanza ai fini delle indagini per l’omicidio, come la storia dell’Arpac. Il 53enne di Nocera Inferiore si diceva lavorasse all’Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente della Campania, cosa smentita però dall’ente, dove pure c’è un dirigente omonimo che nulla c’entra con la vicenda. Nelle ultime ore è intervenuto anche l’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise, che ha diffuso una nota nella quale precisa che Esposito non risulta iscritto all’Albo professionale.

“Non risulta pertanto alcun rapporto ordinistico tra l’Ente ed Esposito, che appare del tutto estraneo alla comunità professionale rappresentata dall’Ordine”, si legge nella comunicazione firmata dal presidente Arnolfo Petruzziello. Ci sono forti dubbi che l’omicidio sia legato all’attività giornalistica. Esposito era opinionista sportivo e questa attività non sembrerebbe averlo esposto a rischi. Non risulterebbero contrasti con altre persone. E gli inquirenti tenderebbero ad escludere questa possibilità, anche se è ancora presto per trarre conclusioni.

Le indagini, a quanto si apprende da fonti investigative, si stanno concentrando al momento sugli aspetti che riguardano anche la vita personale. Esposito era molto riservato sulla sua vita privata. Non era sposato né fidanzato, aveva solo due sorelle che sentiva poco. Non ci sarebbero testimoni del delitto. Al momento non si esclude alcuna pista, dall’omicidio di impeto, ad una rapina o altro ancora. Uno dei dubbi degli investigatori riguarda il bossolo che è stato trovato. Uno soltanto e lontano dal cadavere carbonizzato, vicino al quale non c’era nulla. Potrebbe non essere collegato alla vittima. Anzi, non si esclude che nelle vicinanze possano essercene anche altri, magari legati all’attività venatoria.

IL GIALLO DELLA TELECAMERA SCOMPARSA PRIMA DELL’OMICIDIO E IL DOLORE DELLE SORELLE DEL GIORNALISTA ESPOSITO

Altro mistero è legato ad una telecamera rimossa. Era del Comune e doveva servire per la sorveglianza degli sversamenti illegali dei rifiuti. Pare sia stata eliminata da ignoti, ma ben prima della morte del giornalista salernitano. Sulla vicenda sono intervenute anche le due sorelle del giornalista, Ida e Francesca Esposito. Attraverso il loro avvocato, Annalisa Califano, hanno fatto sapere di essere “sotto shock” e hanno chiesto «rispetto per un momento così drammatico», spiegando che «anche dinanzi all’evidenza, ancora sperano che quel corpo martoriato non sia quello del fratello”. Esposito, che era orfano e non aveva una compagna, era cresciuto a Nocera Superiore dove, ha ricordato il legale, “era benvoluto e amato da tutti”.

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