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Maltrattamenti in famiglia nel Reggino: arrestato un uomo accusato di violenze sulla moglie e sull’amante. Indagine dei carabinieri di San Ferdinando coordinata dalla Procura di Palmi
REGGIO CALABRIA – Voleva “sfilettare” la moglie. Un clima di violenza domestica sistematica, fatto di aggressioni, minacce e controllo ossessivo, è quello emerso da un’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di San Ferdinando, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi. Un uomo della provincia reggina è stato arrestato e condotto in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati e continuati.
VIOLENZE SU MOGLIE E AMANTE, ARRESTO NEL REGGINO
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe sottoposto la moglie a ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica: percosse, strattoni, trascinamenti e urti contro i muri, anche in condizioni di particolare vulnerabilità della vittima, come quando aveva un braccio ingessato.
In un episodio l’uomo avrebbe tentato di soffocarla nel sonno premendole un cuscino sul volto, mentre le aggressioni erano accompagnate da insulti e minacce di morte, fino a evocare – in confidenze a familiari – la volontà di”sfilettarla”. Le violenze sarebbero avvenute spesso alla presenza dei figli minori.
LA TOTALE PAURA DELLA VITTIMA
L’indagine non nasce da una denuncia, mai presentata a causa della paura e della totale soggezione delle vittime, ma da un’iniziativa investigativa avviata autonomamente dai carabinieri. L’allarme è scattato a seguito dei ripetuti accessi ai Pronto Soccorso degli ospedali di Gioia Tauro e Polistena da parte dei figli minori, che presentavano ferite e traumi liquidati come banali incidenti domestici o stradali, mai riscontrati nei sistemi operativi delle forze dell’ordine.
Da questi elementi è partita un’indagine più ampia che, grazie anche all’uso di intercettazioni ambientali e telefoniche, ha consentito di documentare una situazione di violenza reiterata e diffusa all’interno del contesto familiare.
ABUSI ANCHE NEI CONFRONTI DELL’AMANTE
Le indagini hanno fatto emergere anche un quadro di abusi nei confronti di un’altra donna, con cui l’indagato intratteneva una relazione extraconiugale. Anche in questo caso, la vittima sarebbe stata oggetto di aggressioni fisiche e di un controllo costante e oppressivo. In una circostanza, le violenze le avrebbero provocato la rottura del labbro, senza però consentirle di ricorrere alle cure mediche. La donna viveva, secondo gli inquirenti, in una condizione di soggezione caratterizzata da insulti, minacce e vessazioni quotidiane.
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