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Due agenti aggrediti a colpi di schiaffi e pugni da un detenuto in carcere a Locri. La denuncia del Sappe: «Individuare istituti per custodia dei detenuti violenti»


Pugni e schiaffi da un detenuto a Locri. Due agenti della Polizia penitenziaria aggrediti ieri sera, martedì 3 giugno, nel carcere di Locri. I due agenti hanno riportato contusioni giudicate guaribili in dieci giorni dai medici dell’ospedale.

AGENTI AGGREDITI, TERZO CASO

Si tratta della terza aggressione al personale in poco tempo. Lo rende noto Franco Denisi, segretario provinciale del Sappe di Reggio Calabria.

AGGRESSIONI IN CARCERE, LA DENUNCIA DEL SAPPE


    «Non sono più tollerabili queste continue aggressioni al personale di polizia penitenziaria – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario regionale – ed è per questo che continuiamo a chiedere all’amministrazione di individuare degli istituti sul territorio nazionale, da dedicare alla custodia dei detenuti violenti, ai quali applicare il regime detentivo chiuso, almeno fino a quando non imparano a rispettare le regole».

AGENTI AGGREDITI, LE RICHIESTE DEL SAPPE


    «Chiediamo inoltre – proseguono i sindacalisti – che al detenuto responsabile dell’aggressione vengano applicate le restrizioni previste dall’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario e l’immediato trasferimento in altra sede.

NECESSARIO TUTELARE GLI AGENTI

«Ci viene anche riferito che i detenuti trasferiti per motivi di ordine e sicurezza, a volte, vengono rimandati a Locri, per cui il collega aggredito se lo ritrova allo stesso posto di prima. Ciò non è tollerabile»

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