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Mario Oliverio

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Operazione Glicine, l’ex presidente della Regione Mario Oliverio si dice incredulo delle accuse e pronto a collaborare: «Nulla da temere»

«Rimango davvero incredulo e senza parole di fronte alle contestazioni mosse dalla Procura DDA di Catanzaro nei miei confronti. Anche in questa occasione ho appreso dell’indagine su di me da alcuni giornali nazionali. Prima ancora che mi venisse notificata, facendo passare, ancora una volta, che fossi sottoposto agli arresti per reati di mafia».

L’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, appare stupito del procedimento a suo carico legato all’operazione Glicine (43 ordinanze cautelari e 123 indagati totali) lanciata dalla Dda di Catanzaro. L’indagine della procura guidata dal procuratore Nicola Gratteri lo vede al vertice di una presunta associazione a delinquere assieme a Nicola Adamo e diversi altri politici e dirigenti regionali (LEGGI). Associazione a delinquere che avrebbe messo in atto una lunga serie di reati contro la pubblica amministrazione e non solo.

«A distanza di circa 4 anni – prosegue Oliverio – dopo i ripetuti coinvolgimenti in procedimenti giudiziari sui quali si è pronunciata la Magistratura giudicante con sentenze di piena assoluzione “perché il fatto non sussiste” ed evidenziando, come ha fatto la Corte di Cassazione, un “chiaro pregiudizio accusatorio” da parte della Procura di Catanzaro nei mie confronti, confesso di non comprendere la ragione di tanto accanimento».

LEGGI ANCHE: LA SCHEDA – Operazione Glicine, le persone sottoposte a misure cautelari

OPERAZIONE GLICINE, MARIO OLIVERIO PRONTO A COLLABORARE

L’ex presidente della Regione ci tiene, comunque, a precisare di non voler assumere «atteggiamenti vittimistici o di risentimento che non mi appartengono». Ma non rinuncia «ad esprimere liberamente una riflessione di amarezza su un sistema giustizia piegato al protagonismo mediatico e per questo pronto a macinare persone, storie, verità, prescindendo da fatti, prove, indizi. Anche in quest’ultima vicenda, dalla lettura dell’Ordinanza, mi ritrovo coinvolto in una operazione della Procura di CZ per contestazioni di associazione mafiosa che non mi appartengono e che non a caso lo stesso GIP ha valutato infondate».

Restando sull’attualità Oliverio fa riferimento all’indagine verso la quale «dichiaro la mia totale disponibilità a collaborare perché non ho nulla, proprio nulla da temere o da nascondere. Prendo atto che il mio nome, per le funzioni istituzionali svolte e per la storia che ho alle spalle, è strumentale a creare attenzione mediatica e magari ad amplificare protagonismi funzionali a scalate carrieristiche. Ho dedicato la mia vita ed il mio impegno politico ed istituzionale nella lotta alla criminalità e per la affermazione della legalità e dei diritti. Non permetterò a nessuno di infangare la mia storia. I polveroni non servono agli onesti né al prestigio ed alla credibilità della stessa Magistratura il cui ruolo è insostituibile e prezioso».

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