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Si riduce l’arretrato dei ricorsi complessivamente pendenti davanti al Tribunale amministrativo della Calabria; crescono i ricorsi presentati in materia di sanità e di realizzazione di parchi eolici. Sono questi i dati salienti della relazione del presidente del Tar Calabria, Giuseppe Romeo, per l’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è tenuta oggi a Catanzaro, davanti a numerose autorità, tra le quali il presidente del Consiglio di Stato, Pasquale De Lise. Statistiche confortanti, dunque, secondo il presidente del Tar, dal momento che sono state 400 le sentenze di merito pronunciate in più rispetto all’anno precedente, con una riduzione dell’arretrato di circa 1.500 ricorsi sui 24.457 in giacenza. Dati confermati, per grandi linee, anche per la sede staccata di Reggio Calabria, dove l’arretrato esistente è diminuito di circa 1.200 ricorsi. Il contrasto crescente tra pubblico e privato si palesa, invece, nel settore della sanità: «E’ il piano di rientro – ha sostenuto il presidente Romeo – la radice del contrasto, tra la necessità delle risorse disponibili, e quelle della logica della rimuneratività del servizio reso. Al momento le principali questioni poste hanno avuto una soluzione solo in sede cautelare ed hanno suscitato problematiche che investono il rapporto tra pubblico e privato, che, nella specie, risulta caratterizzato dai condizionamento dovuti alla ristrettezza dei mezzi finanziari che non sono idonei a soddisfare le richieste delle strutture private che, assieme a quelle pubbliche, concorrono a fornire un servizio fondamentale alla collettività». L’altro settore dove aumentano i contrasti amministrativi è quello dell’eolico, per il quale Romeo ha dichiarato che si tratta di «un gruppo di sentenze che manifesta una precisa linea interpretativa seguita da questo tribunale, relativo alle controversie nelle quali si è denunciata la deviazione del modello procedimentale disegnato dalla legge 241 del 1990. Mi riferisco alle numerose sentenze emesse in materia edilizia, di realizzazione di impianti eolici e di occupazione di suolo demaniale marittimo». Nella relazione il presidente Romeo ha anche richiamato l’attenzione sulla mancata esecuzione delle sentenze del Tar da parte della pubblica amministrazione: «Devo purtroppo dire – ha affermato – che l’invito rivolto l’anno scorso non è stato raccolto e devo anche confessare pubblicamente che mi sfugge la ragione per cui, penso alle ottemperanze sui decreti ingiuntivi, le Amministrazioni non soddisfino i loro obblighi. Le Amministrazioni sono poi costrette a soddisfarle in modo coatto e con un aggravio di spese».

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