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FUTILI motivi, legati a una fornitura di alimenti, hanno scatenato un vero e proprio Far West a Tropea.
 Sono le 9,00 di ieri mattina quando all’entrata della “Perla del Tirreno” si sentono delle grida e  successivamente un colpo di pistola. Altre urla e, poco dopo, l’arrivo della Polizia in via Annunziata proprio in pieno centro abitato, a poca distanza dal cimitero. Agli agenti del posto fisso si è presentata una confusione indescrivibile con una persona ferita di striscio al volto da un proiettile sparato da una persona, Giuseppe Forelli, 60enne del luogo, che verrà arrestato in serata del dirigente della Squadra Mobile. 
La dinamica di tutto l’episodio non è ancora del tutto chiara e su questo stanno cercando di fare luce gli uomini diretti dal vicequestore Antonio Turi che per tutta la giornata ha provveduto, unitamente al suo vice Antonio Lanciano e all’ispettore Antonio Condoleo, a interrogare tutte le persone coinvolte nella vicenda mettendo a confronto i racconti che sono subito apparsi contrastanti tra loro. 
Secondo quanto è stato possibile apprendere Antonio Forelli, 40 anni, figlio del presunto sparatore, avrebbe avuto una discussione con il fornitore Giuseppe Putruele inerente la quota sul reso del pane del giorno precedente. Un diverbio, avvenuto nei locali dell’esercizio commerciale, ben presto animatosi pericolosamente coinvolgendo i familiari dell’una e dell’altra parte. Gli animi si sono surriscaldati tanto da indurre Putruele a tornare sul posto con altre due parenti, tra cui il figlio Domenico, con i quali avrebbe malmenato Antonio Forelli provocandogli la frattura del setto nasale. L’aggressione, avvenuta all’esterno, non sfuggiva al genitore, titolare con la moglie di un supermarket, che ha estratto la sua pistola legalmente detenuta puntandola contro il figlio del fornitore. Ma il padre di quest’ultimo, visto il pericolo imminente per il congiunto, si è prontamente lanciato verso di lui quasi a fargli da scudo e beccandosi, così, il proiettile che lo ha ferito di striscio allo zigomo destro. Ne è seguito un parapiglia fino all’arrivo delle volanti della polizia chiamate da alcuni presenti che avevano assistito alla scena non senza timore per la propria incolumità. Ma per fortuna non vi sono state vittime anche se il rischio, dati l’orario e la zona particolarmente trafficata per quasi tutta la giornata è stato veramente elevato. 
Tutti i protagonisti della vicenda sono stati portati in questura per essere interrogati alla presenza dei rispettivi legali, gli avvocati Giovanni Vecchio per quelli del presunto sparatore e Michelangelo Miceli in rappresentanza del ferito e dei suoi congiunti. Sono state acquisite altre testimonianze che avrebbero aggravato ulteriormente la posizione di Giuseppe Forelli nei cui confronti la Procura di Vibo ha emesso un provvedimento di arresto con l’ipotesi di reato di tentato omicidio, proprio in virtù della regione colpita dal proiettile, con l’aggravante del futili motivi. Provvedimento anche per il figlio Antonio per detenzione dell’arma, rinvenuta successivamente dagli agenti. Per la persona ferita, invece, i medici hanno dichiarato una prognosi di una decina di giorni. Tutti i responsabili della vicenda sono indagati per rissa aggravata.

FUTILI motivi, legati a una fornitura di alimenti, hanno scatenato un vero e proprio Far West a Tropea. Sono le 9,00 di ieri mattina quando all’entrata della “Perla del Tirreno” si sentono delle grida e  successivamente un colpo di pistola. Altre urla e, poco dopo, l’arrivo della Polizia in via Annunziata proprio in pieno centro abitato, a poca distanza dal cimitero. Agli agenti del posto fisso si è presentata una confusione indescrivibile con una persona ferita di striscio al volto da un proiettile sparato da una persona, Giuseppe Forelli, 60enne del luogo, che verrà arrestato in serata del dirigente della Squadra Mobile.


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La dinamica di tutto l’episodio non è ancora del tutto chiara e su questo stanno cercando di fare luce gli uomini diretti dal vicequestore Antonio Turi che per tutta la giornata ha provveduto, unitamente al suo vice Antonio Lanciano e all’ispettore Antonio Condoleo, a interrogare tutte le persone coinvolte nella vicenda mettendo a confronto i racconti che sono subito apparsi contrastanti tra loro. Secondo quanto è stato possibile apprendere Antonio Forelli, 40 anni, figlio del presunto sparatore, avrebbe avuto una discussione con il fornitore Giuseppe Putruele inerente la quota sul reso del pane del giorno precedente. Un diverbio, avvenuto nei locali dell’esercizio commerciale, ben presto animatosi pericolosamente coinvolgendo i familiari dell’una e dell’altra parte. Gli animi si sono surriscaldati tanto da indurre Putruele a tornare sul posto con altre due parenti, tra cui il figlio Domenico, con i quali avrebbe malmenato Antonio Forelli provocandogli la frattura del setto nasale. 

L’aggressione, avvenuta all’esterno, non sfuggiva al genitore, titolare con la moglie di un supermarket, che ha estratto la sua pistola legalmente detenuta puntandola contro il figlio del fornitore. Ma il padre di quest’ultimo, visto il pericolo imminente per il congiunto, si è prontamente lanciato verso di lui quasi a fargli da scudo e beccandosi, così, il proiettile che lo ha ferito di striscio allo zigomo destro. Ne è seguito un parapiglia fino all’arrivo delle volanti della polizia chiamate da alcuni presenti che avevano assistito alla scena non senza timore per la propria incolumità. Ma per fortuna non vi sono state vittime anche se il rischio, dati l’orario e la zona particolarmente trafficata per quasi tutta la giornata è stato veramente elevato.
Tutti i protagonisti della vicenda sono stati portati in questura per essere interrogati alla presenza dei rispettivi legali, gli avvocati Giovanni Vecchio per quelli del presunto sparatore e Michelangelo Miceli in rappresentanza del ferito e dei suoi congiunti. Sono state acquisite altre testimonianze che avrebbero aggravato ulteriormente la posizione di Giuseppe Forelli nei cui confronti la Procura di Vibo ha emesso un provvedimento di arresto con l’ipotesi di reato di tentato omicidio, proprio in virtù della regione colpita dal proiettile, con l’aggravante del futili motivi. Provvedimento anche per il figlio Antonio per detenzione dell’arma, rinvenuta successivamente dagli agenti. Per la persona ferita, invece, i medici hanno dichiarato una prognosi di una decina di giorni. Tutti i responsabili della vicenda sono indagati per rissa aggravata.

Gianluca Prestia
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