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 Simonetti denuncia come l’amministrazione gestisca male infrastrutture e trasporti
Il capoluogo degli sprechi
Tra tagli di nastro e vertenze lavorative il Comune spende per i bus 16 milioni
«Nella citta’ che vanta il piu’ alto debito pubblico pro-capite nel Sud, oltre 116 milioni di euro, si rispolvera la pratica del taglio del nastro di opere in costruzione da oltre venti anni, di strutture logistiche mutilate negli assetti  e che per il momento non saranno operative». Così Pietro Simonetti, presidente del “Centro studi e ricerche economico sociali”, all’indomani dell’inaugurazione della quarta scala mobile, del parcheggio a servizio del Ponte attrezzato e del terminal bus di viale del Basento. 
«In pochi giorni molte forbici al lavoro per tagliare alcuni nastri e molte invece le tasse comunali da pagare con i tassi piu’ alti in Italia». Le pressioni esercitate in consiglio comunale , la protesta delle organizzazioni sociali e sindacali della comunita’ hanno  determinato «qualche piccolo passo avanti – ha aggiunto Simonetti –  nell’utilizzo di strutture da tempo inutilizzate» anche se siamo invece «lontani da un pieno utilizzo delle risorse  nei servizi e nella messa a punto di interventi a sostegno dell’occupazione, delle attivita’ produttive ,dei redditi , della mobilita’ dell’ambiente». Potenza, tra l’altro, «e’ una delle poche citta’ che non ha un assessorato al Lavoro mentre masse di  giovani e adulti sono senza lavoro e tante famiglie senza reddito». Problemi che non possono essere nascosti «con la rinnovata ritualita’ del taglio del nastro in attesa dell’operativita’ futura di strutture e servizi». Clamorosa e’ la vicenda della ristrutturazione dei servizi di trasporto urbano: costo circa 16 milioni di euro, incasso 350 mila euro l’anno. «Promessa per settembre 2012 – ha proseguito Simonetti –  e’ ancora sulla carta come il nuovo piano per il trasporto extra urbano che sembra una variabile indipendente del sistema intermodale». La stazione delle autolinee di via Nazario Sauro, «finanziata per accogliere i pendolari e i bus extraurbani, con relativi servizi degni di una stazione» e’ stata trasformata in un edificio che ospita uffici , l’aula del Consiglio comunale e una sala controllo traffico». La decisione di spostare «qualche capolinea del servizio urbano nell’area  non risolve la questione della missione assegnata alla struttura finanziata e progettata per le autolinee». Altra singolarita’ e nella decisione di «sistemare in due punti diversi il capolinea dei servizi su gomma extraregionali e uno dei poli extra urbani». In tutto questo rimangono «inutilizzate le stazioni delle Ferrovie Appulo lucane, la nota metropolitana di superficie con bassa frequenza di utenti». Intanto il parco macchine utilizzato da Cotrab per il servizio urbano «mostra tutti i segni della vecchiaia». L’inchiesta in corso sui rifiuti (240 euro a tonnellata la spesa per raccolta e smaltimento) «segnala quanto sia profonda ed estesa la disamministrazione e radicato l’intreccio politica affari che si puo’ anche rintracciare nella serie di vertenze in corso che mettono a grave rischio redditi e occupazione». La vertenza Don Uva non e’ il solo caso. «Basta ricordare tutti i tentativi falliti di reindustrializzazione e  la scandalosa gestione del reclutamento del personale del servizio urbano». Insomma «il 2012 – ha concluso Simonetti – termina  con il taglio dei nastri, con l’aumento dei debiti ,delle tasse comunali e  ulteriori sprechi».
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«Nella citta’ che vanta il piu’ alto debito pubblico pro-capite nel Sud, oltre 116 milioni di euro, si rispolvera la pratica del taglio del nastro di opere in costruzione da oltre venti anni, di strutture logistiche mutilate negli assetti  e che per il momento non saranno operative». Così Pietro Simonetti, presidente del “Centro studi e ricerche economico sociali”, all’indomani dell’inaugurazione della quarta scala mobile, del parcheggio a servizio del Ponte attrezzato e del terminal bus di viale del Basento. «In pochi giorni molte forbici al lavoro per tagliare alcuni nastri e molte invece le tasse comunali da pagare con i tassi piu’ alti in Italia». Le pressioni esercitate in consiglio comunale , la protesta delle organizzazioni sociali e sindacali della comunita’ hanno  determinato «qualche piccolo passo avanti – ha aggiunto Simonetti –  nell’utilizzo di strutture da tempo inutilizzate» anche se siamo invece «lontani da un pieno utilizzo delle risorse  nei servizi e nella messa a punto di interventi a sostegno dell’occupazione, delle attivita’ produttive ,dei redditi , della mobilita’ dell’ambiente». Potenza, tra l’altro, «e’ una delle poche citta’ che non ha un assessorato al Lavoro mentre masse di  giovani e adulti sono senza lavoro e tante famiglie senza reddito». Problemi che non possono essere nascosti «con la rinnovata ritualita’ del taglio del nastro in attesa dell’operativita’ futura di strutture e servizi». Clamorosa e’ la vicenda della ristrutturazione dei servizi di trasporto urbano: costo circa 16 milioni di euro, incasso 350 mila euro l’anno. «Promessa per settembre 2012 – ha proseguito Simonetti –  e’ ancora sulla carta come il nuovo piano per il trasporto extra urbano che sembra una variabile indipendente del sistema intermodale». La stazione delle autolinee di via Nazario Sauro, «finanziata per accogliere i pendolari e i bus extraurbani, con relativi servizi degni di una stazione» e’ stata trasformata in un edificio che ospita uffici , l’aula del Consiglio comunale e una sala controllo traffico». La decisione di spostare «qualche capolinea del servizio urbano nell’area  non risolve la questione della missione assegnata alla struttura finanziata e progettata per le autolinee». Altra singolarita’ e nella decisione di «sistemare in due punti diversi il capolinea dei servizi su gomma extraregionali e uno dei poli extra urbani». In tutto questo rimangono «inutilizzate le stazioni delle Ferrovie Appulo lucane, la nota metropolitana di superficie con bassa frequenza di utenti». Intanto il parco macchine utilizzato da Cotrab per il servizio urbano «mostra tutti i segni della vecchiaia». L’inchiesta in corso sui rifiuti (240 euro a tonnellata la spesa per raccolta e smaltimento) «segnala quanto sia profonda ed estesa la disamministrazione e radicato l’intreccio politica affari che si puo’ anche rintracciare nella serie di vertenze in corso che mettono a grave rischio redditi e occupazione». La vertenza Don Uva non e’ il solo caso. «Basta ricordare tutti i tentativi falliti di reindustrializzazione e  la scandalosa gestione del reclutamento del personale del servizio urbano». Insomma «il 2012 – ha concluso Simonetti – termina  con il taglio dei nastri, con l’aumento dei debiti ,delle tasse comunali e  ulteriori sprechi».

 

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