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Gruppi, annidi impunità
Fino al 2011 danni per 100 mila euroLa cresta più frequente? Sulla carta
ALL’indomani del “j’accuse” del dipendente, firmatario dell’esposto che ha avviato l’indagine della Corte dei Conti sui rimborsi ai capigruppo consiliari della Provincia di Matera, attraverso le colonne del Quotidiano della Basilicata, è sempre più pesante l’aria che si respira nel Palazzo di via Ridola. 
La caccia alla talpa continua, in un incalzare di battutine a mezza bocca, allusioni e sguardi di sottecchi, mentre gli organismi di controllo proseguono con meticolosità e discrezione  nella loro attività di riscontro delle irregolarità denunciate.
 Ma, a quanto pare, non è solo sui rimborsi ai capigruppo che nell’ultimo quinquennio si sarebbe fatta la cresta. 
Oltre 100.000 euro la cifra di spese viaggio impropriamente intascata nel complesso dai consiglieri con  funzione di capogruppo (il più delle volte di sè stesso). 
Scava, scava, un altro filone che potrebbe rivelarsi  ricco di sorprese è quello relativo alle spese dei gruppi consiliari. 
Su questo fronte di buono c’è che nel 2012 non si è sprecato nulla, semplicemente perchè, su proposta del presidente Franco Stella questo capitolo di spesa è stato cancellato, per consentire l’avvio dei cantieri dei lavoratori della forestazione. 
Ma guardando indietro, fino ad arrivare al 2011, si scopre che l’utilizzo delle risorse assegnate da Ufficio di presidenza della Provincia e capigruppo in proporzione alla consistenza numerica di ciascun gruppo non sempre è stato dei più appropriati. 
La torta da spartirsi è  di 30.000 euro annui. Non una cifra eclatante, ma pur sempre di soldi pubblici si tratta. 
E in quanto danari di tutti vanno utilizzati con rigore e rispetto, evitando sprechi e creste. 
Torniamo alle carte. Il dato che balza immediatamente agli occhi, facendo una scorsa veloce delle spese dichiarate e ovviamente puntualmente rimborsate dall’ente, è che la voce più onerosa riguarda la carta: decine e decine di risme, neanche si trattasse di soddisfare le esigenze di un’intera scolaresca, anche per gruppi che hanno un solo componente. 
Ed è qui che l’impiego delle risorse in dotazione fino al 2011 ai gruppi si interseca con i rimborsi ai capigruppo consiliari: nei casi di “monogruppo” a incassare rimborsi viaggi e fondi destinati al gruppo è sempre e solo un’unica persona. C’è chi, oltre a quantità spropositate  di risme di carta A4 e generico materiale di cancelleria, ha inserito tra le spese (non proprio) chiaramente ascrivibili all’attività consiliare del gruppo si  anche notebook, i-pad, personal computer, oltre che francobolli, giornali e libri. 
Tra i nomi dei beneficiari delle risorse assegnate ai gruppi fa capolino anche quello di qualche assessore regionale, transitato per la Provincia prima di arrivare in via Anzio, adesso indagato per la scabrosa vicenda degli scontrini e dei rimborsi illeciti. Della serie, insomma, il buon giorno si vede dal mattino. 
 Fa eccezione a una certa attitudine alla spesa facile il gruppo più numeroso: quello del Pd. Le spese per i quali i consiglieri del Partito democratico hanno chiesto, negli anni passati, il rimborso, è pari a un quarto di quanto richiesto da  gruppi composti da una sola unità. E sempre solo per convegni, brochure informative, manifesti: attività, quindi, di effettiva rilevanza pubblica. Sarà che più numeroso è il gruppo e meno si cade in tentazione, dovendo rendere conto della propria condotta non solo a sè stessi ma anche agli altri? 
Margherita Agata
m.agata@luedi.it

ALL’indomani del “j’accuse” del dipendente, firmatario dell’esposto che ha avviato l’indagine della Corte dei Conti sui rimborsi ai capigruppo consiliari della Provincia di Matera, attraverso le colonne del Quotidiano della Basilicata, è sempre più pesante l’aria che si respira nel Palazzo di via Ridola. 

 

La caccia alla talpa continua, in un incalzare di battutine a mezza bocca, allusioni e sguardi di sottecchi, mentre gli organismi di controllo proseguono con meticolosità e discrezione  nella loro attività di riscontro delle irregolarità denunciate. Ma, a quanto pare, non è solo sui rimborsi ai capigruppo che nell’ultimo quinquennio si sarebbe fatta la cresta. Oltre 100.000 euro la cifra di spese viaggio impropriamente intascata nel complesso dai consiglieri con  funzione di capogruppo (il più delle volte di sè stesso). Scava, scava, un altro filone che potrebbe rivelarsi  ricco di sorprese è quello relativo alle spese dei gruppi consiliari. Su questo fronte di buono c’è che nel 2012 non si è sprecato nulla, semplicemente perchè, su proposta del presidente Franco Stella questo capitolo di spesa è stato cancellato, per consentire l’avvio dei cantieri dei lavoratori della forestazione. Ma guardando indietro, fino ad arrivare al 2011, si scopre che l’utilizzo delle risorse assegnate da Ufficio di presidenza della Provincia e capigruppo in proporzione alla consistenza numerica di ciascun gruppo non sempre è stato dei più appropriati.

 La torta da spartirsi è  di 30.000 euro annui. Non una cifra eclatante, ma pur sempre di soldi pubblici si tratta. E in quanto danari di tutti vanno utilizzati con rigore e rispetto, evitando sprechi e creste. Torniamo alle carte. Il dato che balza immediatamente agli occhi, facendo una scorsa veloce delle spese dichiarate e ovviamente puntualmente rimborsate dall’ente, è che la voce più onerosa riguarda la carta: decine e decine di risme, neanche si trattasse di soddisfare le esigenze di un’intera scolaresca, anche per gruppi che hanno un solo componente. Ed è qui che l’impiego delle risorse in dotazione fino al 2011 ai gruppi si interseca con i rimborsi ai capigruppo consiliari: nei casi di “monogruppo” a incassare rimborsi viaggi e fondi destinati al gruppo è sempre e solo un’unica persona. 

C’è chi, oltre a quantità spropositate  di risme di carta A4 e generico materiale di cancelleria, ha inserito tra le spese (non proprio) chiaramente ascrivibili all’attività consiliare del gruppo si  anche notebook, i-pad, personal computer, oltre che francobolli, giornali e libri. 

Tra i nomi dei beneficiari delle risorse assegnate ai gruppi fa capolino anche quello di qualche assessore regionale, transitato per la Provincia prima di arrivare in via Anzio, adesso indagato per la scabrosa vicenda degli scontrini e dei rimborsi illeciti. Della serie, insomma, il buon giorno si vede dal mattino.  Fa eccezione a una certa attitudine alla spesa facile il gruppo più numeroso: quello del Pd. Le spese per i quali i consiglieri del Partito democratico hanno chiesto, negli anni passati, il rimborso, è pari a un quarto di quanto richiesto da  gruppi composti da una sola unità. E sempre solo per convegni, brochure informative, manifesti: attività, quindi, di effettiva rilevanza pubblica. Sarà che più numeroso è il gruppo e meno si cade in tentazione, dovendo rendere conto della propria condotta non solo a sè stessi ma anche agli altri? 

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