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Redditi in Basilicata. Mentre il Sud corre, poco ma corre, la Basilicata frena. L’ultimo report Unioncamere svela la verità sui portafogli dei lucani: ecco quanto hanno guadagnato Potenza e Matera
Se il Sud cresce (poco, ma cresce), per la Basilicata il ritmo sembra essere diverso. L’analisi di Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne ha infatti messo nero su bianco l’andamento del reddito disponibile per le famiglie italiane, evidenziando un’accelerazione contenuta per i territori del Mezzogiorno in un percorso di crescita che, se da un lato non attenua il divario con il Nord del Paese, dall’altro certifica una certa propensione delle province lucane nel tenere il passo a fatica.
REDDITI IN BASILICATA, L’ANALISI DI UNIONCAMERE CHE SEGNA UNA FRENATA
È vero, infatti, che sia Potenza che Matera registrano un parziale aumento dei redditi a disposizione ma, al contempo, navigano stabilmente nella parte bassa della graduatoria. E, anzi, sia il capoluogo che la città dei Sassi arrivano perfino a perdere terreno nel 2024 (periodo preso in considerazione dall’indagine), cedendo una posizione rispetto al 2023 per quel che riguarda il reddito pro capite. In generale, per i potentini, il 2024 si è rivelato parzialmente positivo, potendo contare su un reddito disponibile di 5.905,8 euro, contro i 5.805,11 dell’anno precedente, per uno scatto minimo dell’1,73%. Per Matera, il dislivello è quasi impercettibile: 3.565,3 euro contro 3.525,59. Ossia il +1,13%. Nel complesso, la Basilicata ha registrato un andamento speculare: 17.815,60 euro nel 2024 rispetto ai 17.427,37 del 2023, per una crescita del 2,23%. Il valore più basso in un Meridione che, in media, tende a crescere più del Nord.
IL DIVARIO CON IL MEZZOGIORNO
Secondo quanto emerso dall’analisi, infatti, il Mezzogiorno del Paese ha guadagnato il 3,38% rispetto al 2,84% (comunque un trend di innalzamento costante) del 2023. Un andamento certificato anche dal piazzamento positivo di ben sei province meridionali nelle prime dieci posizioni: la graduatoria, guidata da Rimini (+5,78%), vede in top ten Ragusa (seconda con +5,55%), Benevento (quarta con 4.184,12 euro, +4,85), Teramo (quinta con 6.329,30, +4,80), Caltanissetta (settima, 4.073,50, +4,75), Siracusa (ottava con 6.860,58 euro, +4,73) e Bari (decima con 25.885,70 euro, +4,68). In questo senso, appare abissale il divario sia in termini numerici che di posizione in classifica con le province lucane, con Matera a figurare addirittura come l’ultima fra quelle del Mezzogiorno.
POTENZA E MATERA A FONDO CLASSIFICA
Un risultato solo parzialmente attenuato da quello che, di fatto, sarebbe comunque da considerare come un andamento positivo. Non va meglio per quel che concerne il reddito pro capite: Matera, con 18.810,47 euro, fa meglio di altre città del Sud (incluso il capoluogo di regione), perdendo però una posizione. Potenza scende a 17.264,36, cedendo il passo a Rieti e divenendo la prima della dozzina di province a fondo classifica, tutte rientranti nel Meridione italiano.
REDDITI IN BASILICATA, IL DISLIVELLO GEOGRAFICO
A livello generale, se il reddito delle famiglie cresce al Sud, il dislivello geografico è ancora evidente. Le province del Nord, infatti, registrano andamenti di crescita più marcati e anche la disponibilità economica è superiore (dato evidenziato soprattutto dai redditi pro capite, che vedono Milano e Bolzano nelle primissime posizioni, rispettivamente con 36.188 e 32.680 euro a testa). Per trovare la prima città del Sud, escludendo Roma, bisogna arrivare ai 21.618,17 euro di Pescara e, scendendo ancora, ai 21.207,13 di Bari, due gradini più sotto. A chiudere la graduatoria è Foggia, con 14.953 euro, per un divario abissale con la prima posizione di 21.235 euro pro capite. Secondo il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito, «la mappa del reddito disponibile smentisce lo stereotipo di un Sud statico» ma «il valore della componente retributiva evidenzia un divario di circa venti punti percentuali». Ancora troppi.
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