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La sede della Regione Basilicata

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Un passo indietro per il bene dei Lucani, dopo l’inchiesta sulla malapolitica in Basilicata ci vuole un atto di maturità

Sarebbe troppo facile ora rispondere, ricordare le cose scritte e denunciate (Leo Amato raccontò di questa inchiesta in esclusiva e si prese una ricca dose di insulti), sarebbe troppo facile rievocare le tesi di certi apprendisti politologi a libro paga, sfoderare insinuazioni e dietrologie; o qualche sprovveduto addetto alla comunicazione che senza sapere si lancia in teorie ardite sui pregiudizi politici. Sarebbe troppo facile ma non lo faremo.

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Oggi non è il giorno dell’avevamo detto ma quello della costernazione per un’inchiesta che getta ombre inquietanti sulla caratura morale (e non solo) di una classe dirigente incapace di intercettare i bisogni di una popolazione in difficoltà, ripiegata solo sui giochi di potere, le spartizioni degli assessorati, l’assoluta mancanza di un progetto per il futuro. Questa inchiesta mette tristezza, comprime e avvilisce anche la voglia di guardare avanti, di sperare in un futuro migliore.

MALAPOLITICA IN BASILICATA, NON È CAMBIATO NULLA

La Basilicata ha tante emergenze, ma una ormai appare non più rinviabile: la selezione di una classe dirigente adeguata, non corrotta, miope, autoreferenziale, innamorata del potere e della simbologia del potere. Da questa grave carenza i partiti fanno fatica a uscire. Bardi e il centrodestra sono arrivati sbandierando di essere portatori di un modello nuovo, qualcosa di innovativo e di diverso rispetto al sistema ereditato figlio dei vizi e i peccati della prima repubblica.

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Non solo non è cambiato nulla, ma sono stati fatti passi indietro anche in settori come la sanità, sulla pelle di migliaia e migliaia di lucani costretti a fare la valigia per curarsi o a rinunciare a qualsiasi forma di prevenzione. Non esiste un progetto per il futuro, in una regione che deve fare i conti con lo spopolamento, la transizione energetica, l’arrivo delle auto elettriche, l’orizzonte incerto del petrolio. Una regione che rischia di vedere sconvolto il suo avvenire per la fragilità dei pilastri della sua economia, osserva il suo esecutivo far sfoggio di esibizioni di potere senza costrutto.

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Non passa giorno che un assessore regionale non vada cianciando di milioni stanziati: dalla campagna elettorale a oggi abbiamo contato annunci per una cinquantina di milioni. Poi arriva Bruxelles e ci ricorda che la Basilicata è l’ultima regione per l’utilizzo dei fondi sociali. Potere per il potere, clientela per clientela, indifferenza totale, assoluta ai bisogni di una popolazione che ogni giorno patisce più di altre il peggior momento economico dalla Seconda guerra mondiale.

UNA INCHIESTA CHE NON È UNA BELLA NOTIZIA PER LA BASILICATA

Ecco perché questa inchiesta della procura di Potenza non è una bella notizia. E’ solo un’altra tragica complicazione sulla strada del rinnovamento, della corsa a metterci una pezza a tanti, troppi problemi irrisolti. Gli inquirenti hanno iniziato un lavoro di repulisti che la classe politica lucana avrebbe dovuto avviare e portare a termine da sola, per onorare la fiducia e il mandato dei cittadini.

MALAPOLITICA, CRUCIALE CHE LA CLASSE POLITICA FACCIA UN PASSO INDIETRO PER IL BENE DEI LUCANI

Noi auguriamo a tutti di poter dimostrare la propria innocenza, l’estraneità alle gravi accuse contestate, saremo lieti di poter titolare e strillare l’infondatezza delle indagini dei magistrati. Nel frattempo è essenziale, fondamentale, urgente, vitale che la classe politica finita nella bufera faccia un passo indietro. Si torni a votare per la Regione presto e in un clima di serenità.

La Basilicata non può permettersi nel pieno di questo tremendo periodo economico e sociale, dirigenti politici dimezzati, distratti da vicende personali complicate, offuscati dall’ombra del sospetto.

DOPO L’INDAGINE SULLA MALAPOLITICA SERVE UN PASSO INDIETRO PER IL BENE DEI LUCANI

Le elezioni anticipate sono l’unica risposta possibile per affrontare i nodi del Pnrr, la crisi energetica, i colpi di coda di una pandemia e gli effetti di una guerra folle che ci coinvolge ogni giorno di più. Con la speranza che i partiti scelgano una volta tanto la formazione giusta, mettano in campo le intelligenze migliori e non i soliti assaltatori senza scrupoli del tesoro della diligenza lucana.

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