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MATERA – Per una cripta valorizzata ce n’è almeno un’altra abbandonata. Se, appunto, dalle parti della diga di San Giuliano abbiamo la nota e visitata Cripta del Peccato Originale, anzi di Sant’Angelo e Santa Maria, basta fare qualche chilometro per incontrare la marginalizzata Cripta di Santa Lucia al Bradano.

Situata nella zona Tre Confini. Il foto-amatore Mario Bruno Liccese, infatti ha documentato lo stato dell’area della cripta di San Gennaro. Che espone, quale pura forma di resistenza a tempo e quindi intemperie e altri agenti che ne danneggiano la tenuta dell’opera, l’affresco superstite dedicato al Cristo Pantocratore, databile addirittura fra l’XI e il XII secolo. Resistente e unico, va ricordato, ma perché all’interno dell’antico luogo di culto erano presenti gli affreschi di San Simone e San Gennaro.

Opere poi evidentemente rimosse dalla furia della fuliggine. Al momento, come d’altronde in passato proprio la cripta conservata e valorizzata dalla Fondazione Zetema nell’area di San Giuliano, è attualmente abbandonata dalle cure e usata dai pastori per i momenti di sostanza del periodo della transumanza. Come al solito, è ben facile capire le colpe. Individuare le mancanze, anzi. E chiamare in causa, alla fine, per metterli difronte alle responsabilità, i due enti che dovrebbero mettere in sicurezza il bene storico e preservarlo, prima di tutto, dai vandalismi: Comune di Matera e Soprintendenza di Matera.

Tanto per cominciare, come ha fatto adesso Bruno Liccese, alcuni referenti di questi due importanti enti potrebbero visitare il posto. Per farsi incantare da quest’ulteriore marginalità della provincia materana. Da quest’altro elemento di bellezza della Basilicata. E verificare in che stato si trova, su tutto, l’affresco reduce. Fino a quando sarà possibile poterlo ancora apprezzare nella sua presenza, invece che ricordarsene tramite i documenti e, per la Sovrintendenza, al massimo le schede dedicate.


Le condizioni di crisi di questo bene culturale rappresenta una vera e propria emergenza del territorio, ma questa volta intesa in forma di problema da affrontare il più presto possibile. Intanto il Cristo Pantocratore sta cercando di non sparire al pari di San Simone e San Gennaro.
Ed essere magari punto di riferimento per l’ampliamento del percorso delle visite turistiche. Oltre che giusto assillo per le istituzioni. Mentre le condizioni avverse al mantenimento in stato di conservazione naturale dell’affresco, lo aggrediscono sempre di più.

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