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MATERA – In provincia di Matera ci saranno «più incisive azioni di lotta» a sostegno della vertenza su problemi, carenze e disservizi della sanità se la Regione Basilicata non fornirà «risposte con atti credibili e concreti», che possano contenere il disagio delle popolazione e la migrazione sanitaria. È quanto hanno ribadito in diversi interventi i segretari territoriali di Cgil, Eustachio Nicoletti, Giuseppe Bollettino (Cisl) e Bruno di Cuia (Uil) alla manifestazione di ieri mattina organizzata nella Città dei Sassi, davanti all’ospedale Madonna delle Grazie, sul tema «Una catena umana, contro il degrado della sanità materana».

All’iniziativa hanno partecipato circa mille persone, rappresentanti di 37 associazioni, diversi sindaci e personale sanitario. Presenti, tra gli altri, i consiglieri regionali Luca Braia (Italia viva) e Roberto Cifarelli (Partito democratico), esponenti di Europa Verd-Verdi Matera, oltre a molti consiglieri comunali di Matera. La protesta, che ha visto l’alternarsi di sindacalisti, rappresentanti di associazioni, medici e amministratori locali, è servita a ribadire la necessità «di sollecitare investimenti, adeguamento degli organici, ripristino di servizi di una offerta sanitaria sempre più carente». Denunciati anche i limiti di una «governance non all’altezza delle sfide e complessità dei problemi», di iniziative per abbattere le liste di attesa che costringono i cittadini alla emigrazione sanitaria e a rivolgersi alla sanità privata a pagamento.

Presenti, tra gli altri, i consiglieri regionali Luca Braia e Roberto Cifarelli, numerosi consiglieri comunali di Matera, medici e infermieri dell’ospedale di Matera. I segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno evidenziato tutti i nodi della sanità materana, poi sfociati nella “catena umana” di ieri mattina.

«La sanità lucana ed in particolare quella della provincia di Matera – hanno affermato – dimostrano un progressivo e inarrestabile declino tale da aver raggiunto standard al di sotto dei minimi consentiti per il servizio sanitario pubblico. La condizione di precarietà e degrado organizzativo e delle prestazioni dei servizi ai cittadini-utenti della sanità materana ed in particolare dei presidi ospedalieri per acuti (l’ospedale Madonna delle Grazie di Matera e il Giovanni Paolo ll di Policoro) alimenta sempre più un diffuso e massiccio malessere nei cittadini che denunciano esperienze di “malasanità”. La situazione è fortemente critica – hanno denunciato – anche negli ospedali distrettuali di Tinchi, Tricarico e Stigliano. Infatti, con più frequenza si manifestano comportamenti ed esternazioni emotive e irrazionali che vanno oltre i casi raccontati nelle cronache giornalistiche degli ultimi tempi come i sabotaggi denunciati pubblicamente dal direttore generale dell’Asm di Matera, Sabrina Pulvirenti, e l’aggressione da parte di un parente di un paziente al primario del reparto di Geriatria».

Nicoletti, Bollettino e Bruno hanno sottolineato che «nel territorio materano sperimentiamo da tempo questa situazione di inadeguatezza della sanità e il progressivo depotenziamento e smantellamento di servizi esistenti, che si aggiungono alle croniche e storiche carenze riferite soprattutto alla sanità territoriale, mai pienamente avviata e strutturata».

Accuse anche sul fronte organizzativo: «La Regione Basilicata e il direttore generale dell’Asm hanno dimostrato di essere incapaci di attuare una governance in grado di affrontare i veri nodi della sanità lucana e materana, in un territorio con enormi criticità come l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità, lo spopolamento, la bassa densità abitativa, il complicato assetto orografico e la viabilità inadeguata». Per i sindacati, quindi, «servirebbe dare un forte impulso a ripensare e riprogrammare il modello stesso di Servizio sanitario regionale.

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