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MARCONIA DI PISTICCI (MATERA) – Erano lì, a pochi metri dal cadavere nella camera da letto, le armi del delitto, un coltellaccio da cucina e un grosso bastone, con cui una settimana fa è stato ucciso barbaramente il 91enne Carlantonio Lopatriello (LEGGI LA NOTIZIA). Gli inquirenti li avevano trovati subito, già al primo sopralluogo sulle scena del delitto, perché evidentemente chi ha agito si è poi dileguato rapidamente non pensando minimamente di portare con sé quel bastone e il coltellaccio, magari per farli sparire. Quindi, la natura delle armi bianche utilizzate dall’assassino era nota dalla prima ora, seppure dagli ambienti investigativi non fosse trapelato nulla. Il Quotidiano aveva già parlato di un grosso coltello da cucina, reperito dall’assassino nella stessa abitazione del povero anziano (LEGGI LA NOTIZIA).

Non si tratterebbe di un ordinario coltello, quello che si utilizza quotidianamente per consumare i pasti, ma di una lama più lunga ed importante. L’ipotesi investigativa è che Lopatriello sarebbe stato prima bastonato violentemente, mentre cercava di sfuggire al suo assassino/a, come testimoniano anche le ferite alle spalle. Poi, probabilmente per finirlo, essendo rimasto ancora vivo nonostante i colpi violentissimi, la furia cieca ha indotto l’assassino a reperire il grosso coltello, con cui gli ha inferto ben nove fendenti, in una brutale escalation omicida. Ovviamente dalle armi del delitto può provenire ben poco in termini investigativi, a meno che chi le ha maneggiate non abbia precedenti penali, dunque sia schedato.

Una volta esclusa la pista del furto o dell’opera di un bruto, gli inquirenti si concentreranno sulla pista familiare, perché Lopatriello aveva già espresso la precisa volontà testamentaria di lasciare tutti i suoi beni a una sola persona di famiglia. Ecco perché si sta indagando anche sulla consistenza del suo patrimonio, visto che l’uomo ha fatto l’agricoltore per tutta la vita e si manteneva con una pensione minima. Lopatriello era padre di tre figli, uno dei quali morto poco più che cinquantenne per un attacco di cuore. Ha cinque nipoti e nell’immediatezza dei fatti sono stati tutti sentiti, perché fornissero un alibi e soprattutto spiegassero la natura dei loro rapporti con l’anziano ucciso.

Saranno indagini delicate e complesse, anche perché nessun aiuto arriva dall’ambiente, visto che l’unica telecamera presente nella zona è collocata in una villetta prospiciente quella di Lopatriello, ma non ha potuto riprendere nulla, essendo orientata solo nello spazio del cortile privato. Molto potrebbe arrivare dall’esame autoptico, ma si dovrà necessariamente attendere i 60 giorni, che potrebbero essere troppi, a meno che il magistrato inquirente non possa abbreviarli significativamente.

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