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Omicidio Scarascia, il mistero della Mercedes bianca sequestrata. Nuovi particolari sul delitto Scarascia, sequestrata l’auto in uso all’indagato. La telecamera di un negozio di Scanzano Jonico potrebbe essere determinante.


SCANZANO JONICO (MATERA)- Una Mercedes bianca e la telecamera di un negozio finiscono al centro dell’indagine sul delitto di Nicola Scarascia, l’autotrasportatore 52enne sparito nella serata dell’8 maggio e il cui corpo, dilaniato dagli animali selvatici, è stato rinvenuto nella mattinata del 12 maggio scorso a Scanzano Jonico all’interno del Canale Fosso Valle, una struttura semiaperta che attraversa il centro urbano in via Rossini, collegando il nucleo cittadino originario al quartiere Santa Sofia. Emergono nuovi particolare dall’attività di indagine dai carabinieri e coordinata dal pm della procura di Potenza, Annunziata Cazzetta: l’attenzione degli uomini dell’Arma sarebbe rivolta ai fotogrammi che mostrerebbero una Mercedes bianca, ritenuta di interesse investigativo. L’autovettura è finita sotto sequestro ed è di proprietà di una parente della persona indagata per il decesso di Scarascia. La Mercedes, però, era di fatto utilizzata dal sospettato del delitto, che avrebbe negato ogni coinvolgimento nella vicenda.

L’ULTIMO PRELIEVO E I RILIEVI DELLE UNITÀ CINOFILE

Inoltre le stesse telecamere avrebbero ripreso il 52enne mentre effettuava un prelievo poco prima della sua scomparsa. Nelle immagini l’uomo sarebbe stato visto in compagnia di una persona che indossava un giubbotto e un cappello. Un capo di abbigliamento compatibile con tale descrizione sarebbe stato successivamente sequestrato nell’abitazione di un indagato. È attorno a lui che, nelle ultime ore, si starebbe stringendo il lavoro dei carabinieri, convinti sempre di più di trovarsi davanti a un omicidio maturato in un contesto che è ancora tutto da chiarire. Sarà l’autopsia effettuata dalla dottoressa Sara Sablone nell’obitorio dell’ospedale di Policoro, da cui è emersa la morte per soffocamento dell’uomo, a fornire i primi elementi oggettivi sul caso. I militari, dopo aver ispezionato l’abitazione e l’autovettura dell’uomo – una Volvo scura con targa tedesca rimasta parcheggiata a pochi metri dalla casa – senza rilevare elementi utili, avevano richiesto l’intervento delle unità cinofile.

I cani molecolari, tuttavia, avevano perso le tracce del 52enne a poche decine di metri dal portone. È proprio questo uno dei dettagli che infittisce il giallo, unito all’esito dei rilievi affidati ai cani molecolari: gli animali sono infatti riusciti a fiutare la pista di Scarascia solo per pochi metri fuori dal portone, un’interruzione brusca che spinge, per questo motivo, gli investigatori a ipotizzare un allontanamento a bordo di un’altra autovettura, una Mercedes bianca.  Gli investigatori proseguono senza sosta gli accertamenti per ricostruire con precisione le ultime ore di vita di Scarascia, chiarire la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità.

OMICIDIO SCARASCIA IL MISTERO DELLA MERCEDES BIANCA, LA CACCIA AL MOVENTE E IL GIALLO DEL DENARO SCOMPARSO

Il nodo centrale del delitto continua ancora a restare il movente. Gli inquirenti stanno cercando di capire a chi fosse destinata la somma di denaro prelevata dall’uomo la sera dell’8 maggio poco prima di sparire e se quel denaro possa avere un collegamento diretto con quanto accaduto nelle ore successive. Per questo vengono meticolosamente analizzati tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e testimonianze di amici e conoscenti. Scarascia viveva da tempo in Germania con la moglie e i figli, ma era rientrato da alcune settimane nel Materano per aiutare una parente impegnata nella ristrutturazione di una casa di famiglia.

I FUNERALI IN GERMANIA E L’APPELLO DEI FAMILIARI ALLA COMUNITÀ

Nei giorni scorsi la famiglia ha trasferito il corpo in Germania dove l’uomo era residente da alcuni anni e dove ha la sua famiglia Qui, lontano dalla sua terra d’origine in cui ha trovato la morte, si terranno i funerali. Intanto, attraverso il proprio legale (le cui generalità al momento restano sconosciute), i parenti di Scarascia hanno lanciato un appello alla comunità di Scanzano Jonico.  “Molti stanno già collaborando con le Forze dell’Ordine, mi rivolgo in particolare a coloro che non sono ancora stati sentiti e che possano aver visto, udito o appreso elementi utili alla ricostruzione dei fatti che hanno condotto alla tragica morte del sig. Nicola Scarascia – si legge nella nota dell’avvocato – Anche circostanze apparentemente marginali o prive di rilievo potrebbero rivelarsi preziose ai fini delle indagini”.

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