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Il tribunale di Potenza

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Si riprenderà il 24 novembre. In aula nel tribunale di Potenza oltre 100 parti civili tra cittadini e istituzioni, dal ministero agli enti locali. Intanto cambierà anche il gip

POTENZA – È stato rinviato al 24 novembre il processo sull’inchiesta relativa al petrolio lucano: oggi era infatti in programma la prima udienza del processo per le corruttele sulle commesse Total nella valle del Sauro e la gestione di reflui ed emissioni del Centro olio Eni di Viggiano. Oltre a un problema di notifica relativo al Tecnoparco, sul tavolo c’è anche la questione del gup (Rosa Larocca) che cambierà nei prossimi giorni: bisognerà attendere arrivo del nuovo magistrato per decidere, tra le altre cose, sull’ammissione delle parti civili: oggi in aula tra cittadini e associazioni oltre 109 soggetti che si sentono danneggiati.

Stamattina in Tribunale erano attesi anche i legali dei 69 imputati, tra persone e società: con loro era prevista anche la comparsa dei difensori delle 109 parti offese, che nelle scorse settimane hanno ricevuto l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare. Si tratta di un centinaio di cittadini della Val d’Agri, più il ministero dell’Ambiente, la Regione Basilicata, la Provincia di Potenza, i comuni di Viggiano, Montemurro, e Pisticci e due associazioni ambientaliste. Per i pm sarebbero stati danneggiati dalle attività del cane ai sei zampe, quindi potrebbero chiedere un risarcimento economico alla compagnia. Mentre nell’ambito del filone dell’inchiesta che riguarda il progetto Tempa Rossa sono stati individuati come parti offese il comune di Corleto e persino dei dirigenti Total.

Il numero delle parti civili è dunque salito ancora, come pronosticato (il termine ultimo per la costituzione è la prima udienza del dibattimento vero e proprio).

Tra gli imputati, oltre all’ex prima cittadina di Corleto Rosaria Vicino (Pd), ci sono anche i 5 dirigenti Eni, finiti con lei agli arresti domiciliari a marzo, imprenditori, alcuni dirigenti ed ex di Regione, Arpab e Provincia di Potenza, e il consigliere regionale Vincenzo Robortella (Pd).

Secondo i magistrati che hanno coordinato le indagini di Squadra mobile e Noe, Francesco Basentini e Laura Triassi, attorno ai reflui del Centro olio di Viggiano sarebbe nato un vero e proprio traffico illecito di rifiuti. Di tutt’altra natura le accuse sulla gestione dei subappalti Total a Corleto Perticara, pervasa da meccanismi clientelari.

Il 31 marzo l’esplosione dell’inchiesta, che ha portato anche allo stop per 6 mesi delle estrazioni in Val d’Agri, costrinse alle dimissioni il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Ma a giugno le accuse all’ex compagno, Gianluca Gemelli, sono state trasmesse a Roma per competenza.

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