Il sindaco di Potenza, Telesca, e il governatore della regione Basilicata, Bardi
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Telesca e Falotico presentano l’edizione 2025, della storica Parata dei Turchi, «senza fondi della Regione». Tre quadri per 1.300 figuranti. «Un invito a rieducarci all’essere comunità»
La prima informazione che comunicano dal Municipio di Potenza, dopo la riunione operativa di ieri sera, giovedì 15 maggio, fra amministratori e partecipanti alla Storica Parata dei Turchi, è finanziaria: «Completamente autofinanziata dal Comune, per un importo di 79.475,68 euro e che vedrà la partecipazione di 1.300 figuranti».
PARATA DEI TURCHI, I NUMERI DELL’EDIZIONE 2025
Questi alcuni dei numeri presentati dal sindaco Vincenzo Telesca e dall’assessore alla Cultura Roberto Falotico in un teatro Stabile gremito. Presenti i componenti della macchina organizzativa e i figuranti che comporranno il corteo storico 2025, corteo che muovendo dallo stadio Viviani alle 19, nella serata di giovedì 29 maggio, raggiungerà piazza Matteotti e largo Duomo, luoghi nei quali rispettivamente sarà dato fuoco alla Iaccara, un torcia di canne alta 12 metri, e sarà impartita la benedizione dell’arcivescovo Davide Carbonaro. Prevista una particolare attenzione alle persone con disabilià, con servizio di accompagnamento e una zona a loro riservata, nei pressi del Seminario di viale Marconi.
IL MANCATO FINANZIAMENTO
Numeri importanti ed entusiasmo già palpabile. Ma la questione di fondo resta il finanziamento: «A oggi non abbiamo ricevuto alcun contributo dalla Regione – ha evidenziato il sindaco – non per negligenza, ma essendo stato approvato il Bilancio solo di recente. L’assessore Falotico e la squadra che con lui ha collaborato, insieme alle associazioni e a tanti cittadini, ha reso possibile che anche quest’anno l’evento potentino che tutti aspettano si svolgesse in maniera eccellente. A loro tutti il ringraziamento dell’amministrazione e dell’intera Città, che sono certo parteciperà con il calore di sempre al grande appuntamento».
PARATA DEI TURCHI, L’INTERVENTO DI FALOTICO
È intervenuto poi Falotico: «Sono 467 gli abiti che abbiamo assegnato ad altrettanti figuranti osservando un ordine cronologico rispetto alle richieste che ci sono pervenute e ringraziamo loro e tutti gli altri che hanno deciso di partecipare provvedendo in proprio a procurarsi il costume. In totale 1.300 partecipanti, che interpreteranno i tre quadri, quello del 1100, quello del 1500 e quello del 1800, ricordando che a queste persone ne vanno aggiunte almeno altrettante per quel che riguarda tutti coloro che nelle diverse fasi, organizzativa, realizzativa e dopo la conclusione, saranno impegnati nel garantire trasporto di animali e merci, assistenza, cibo, quest’ultimo assicurato dalle sezioni potentine della Federazione Italiana Cuochi, alle quali esprimiamo la nostra riconoscenza.
Protezione Civile, Polizia locale e personale comunale, insieme al dirigente Romaniello, alla responsabile del settore Cultura, Raffaela Saponara, al geometra Antonio Capozza, coordinatore operativo della Parata, al Comitato Tecnico Scientifico, hanno garantito e assicureranno ogni aspetto utile alla riuscita dell’evento».
LE NOVITÀ
«Tra le novità – riferisce l’assessore – il quadro del 1500 particolarmente ricco, il quadro relativo ai Turchi con il Gran Turco, Cipollino per i potentini, fatto rivivere da Massimo D’Onofrio, la figura del Visir, interpretato da Davide Spadino, e poi il corposo quadro composto da bambini, nobildonne e nobili turchi; ancora un ingresso in viale Marconi roboante, grazie ai suoni dei tamburini e delle grancasse coordinate da Boom, segnato da un profluvio di ginestre, fiaccole, musiche e balli della tradizione contadina, carri trainati da buoi e cavalli. Una Parata artisticamente impegnata, apice di un Maggio potentino che quest’anno conta 80 appuntamenti».
UNA PARATA CHE È UN INVITO AD ESSERE COMUNITÀ
«È anche un invito a rieducarci all’essere comunità. Solo amando il Santo Patrono, che anche nel corteo riveste un ruolo centrale, grazie al Tempietto a lui dedicato, portato dai Portatori del Santo, e che ricordiamo che a Potenza fondò la prima scuola pubblica, solo conoscendo e amando le proprie origini e tradizioni, solo amando sé stessi, si arriva concretamente a essere comunità, nel senso più profondo e autentico del significato. Buona Parata a tutti».
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