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Autonomia differenziata, in centinaia in corteo alla Regione, chiesto a Bardi un passo indietro: «I lucani si impoveriranno ancora di più»

POTENZA – Si sono ritrovati ieri mattina, 22 aprile 2023, davanti alla sede della Regione Basilicata, a Potenza, i rappresentanti di una sessantina tra forze politiche, associative, sindacali. Circa duecento manifestanti, che hanno voluto ribadire come il disegno di legge Calderoli non sia altro che una secessione camuffata.

E per chiedere al presidente Bardi, che ha dato il suo assenso all’Autonomia differenziata, di tornare sui suoi passi, ascoltando la voce del popolo lucano che, da questa iniziativa, non ci guadagnerà assolutamente nulla. Anzi, si prospetta un futuro di ulteriore povertà.

Il disegno di legge – hanno spiegato i rappresentanti del Comitato – «non colma i divari tra le diverse aree del Paese, si tratta di una scelta scellerata che, a nostro parere, non farà che aumentare le disuguaglianze quando, invece, abbiamo l’estremo bisogno di combatterle. Non possiamo accettare divergenze a livello di scuola, di sanità, di infrastrutture, di politiche energetiche, di contratti di lavoro. Non possiamo permetterlo soprattutto al Sud dove ci si trova già a fare i conti con problemi atavici».

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CHIESTO UN PASSO INDIETRO A BARDI «I LUCANI SAREBBERO PIÚ POVERI»

Secondo gli organizzatori, quindi, ci troveremo solo di fronte a tanti piccoli staterelli e ognuno deciderà per conto proprio. Non certo così si salva l’unità del Paese. Il movimento ha evidenziato come siano «messi a rischio i principi di eguaglianza, solidarietà e unità alla base del Paese, minando i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione».

Per tale ragione è stata anche organizzata una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare contro l’autonomia differenziata, promossa dal “Coordinamento per la democrazia costituzionale”.

Il coordinamento, che ha motivato la protesta anche per «evitare la secessione dei ricchi», ha espresso «sconcerto per la posizione a favore del disegno di autonomia differenziata, espressa dal presidente della Regione, Vito Bardi, e da tutto il centrodestra lucano».

Il segretario della Uil, Vincenzo Tortorelli, inoltre, parla di uno scambio tra il governo nazionale e quello regionale: «Se si dà l’ok all’Autonomia differenziata, vi gestite le risorse rinvenienti dalle estrazioni petrolifere: è una presa in giro. Il petrolio non è infinito, finirà. E tante cose verranno meno e i lavoratori saranno sempre più poveri. Per questo chiediamo un atteggiamento diverso al governatore, che tenga conto degli effettivi interessi dei lucani».

Secondo Carmine Ferrone, consigliere della Provincia di Potenza (Art. 1 – Pd), si è trattato della «prima risposta partecipata del popolo lucano contro il disegno del Governo che attraverso la cosiddetta Autonomia differenziata vuol dividere il Paese e penalizzare il Mezzogiorno. La presenza di numerosi sindaci e amministratori locali ha rafforzato la protesta in quanto saranno colpiti soprattutto i piccoli Comuni. La prosecuzione della raccolta firme – dice ancora Ferrone – è la testimonianza dell’isolamento in cui si sono ricacciati Governo e giunta regionale. Il 25 aprile con i valori della Resistenza e dell’antifascismo rinnoveremo i valori dell’Unità del Paese».

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