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Un “diario di bordo”, così Maurizio Bolognetti ha definito il suo quarto libro intitolato “La Settima dose ovvero dosi di antidemocrazia e antistato di diritto nell’Italia dell’emergenza sanitaria e democratica”. Il volume, dedicato alla vicenda SarsCov2, è stato pubblicato da Creged editore ed è disponibile su www.mauriziobolognetti.it o ordinandolo direttamente dalla casa editrice.

«Avevano detto che ne saremmo usciti migliori e invece è prevalso il peggio che l’animo umano riesce ad esprimere, grazie a una paura avvolgente che ci ha contaminato l’anima. L’emergenza sanitaria, innestatasi sul corpo malato di una democrazia che è sempre più democrazia reale, come prevedibile ha determinato un aggravamento di una pregressa emergenza democratica. Il topo de “La peste” passeggia sempre più indisturbato sulle macerie della democrazia, mentre la bancarotta sociale, politica, economica ed istituzionale monta». Così Bolognetti nella lunga premessa di un libro che, tra l’altro, fa emergere gli innumerevoli conflitti d’interesse presenti nel mondo della ricerca e della sanità.

Nella sua bella prefazione, il sociologo Sergio Mantile scrive: “Quando ho letto i primi due capitoli di questo libro, mi sono emozionato moltissimo. Perché era scritto con la felicità della scrittura di Maurizio, tanto etica quanto irriverente nei confronti di potenti e colpevoli organizzazioni e singoli attori; tanto appassionata quanto fondata su dati certi, con le fonti correttamente citate, come farebbe un valente ricercatore sociale”.

A fare eco alle parole di Mantile troviamo quanto scritto da Giulio Cainarca, giornalista di razza e direttore di Radio Libertà: “Maurizio Bolognetti è uno spirito razionale. Il fatto forse anomalo è che la sua razionalità scalda il cuore, perché si rivolge all’intelletto per rendere più ricca e consapevole l’anima. Maurizio Bolognetti ha un’impronta antropologica “rinascimentale”: l’uomo è misura di tutte le cose, non perché impone se stesso alla realtà, ma perché indaga la realtà per conoscere, per conoscersi e per vivere in modo più umano”.

La settima dose è un libro che parla di democrazia e diritti umani, di Costituzione e Stato di diritto, ma anche dell’enorme potere di condizionamento che hanno i moderni mezzi di comunicazione di massa. Un libro che ripercorre due anni di emergenza sanitaria, facendo emergere gli errori e gli orrori, le contraddizioni e le omissioni di chi questa emergenza l’ha gestita.

«Vista l’aria maccartista che spira e il pensiero unico vigente – scrive Bolognetti – scrivere questo libro è stato un atto di pura incoscienza, ma non è nella mia natura fare calcoli e il mio unico padrone è la mia coscienza. J’accuse! Io accuso coloro che hanno gestito questa emergenza, i membri del Gran Consiglio di questo settantennio, i sinedri di regime, di aver calpestato la Costituzione, i diritti umani, di aver mentito e manipolato dati, di aver nascosto informazioni preziose, di aver dato la caccia ad inesistenti untori e di aver dato il là ad inaccettabili linciaggi mediatici».

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