INDICE DEI CONTENUTI
La denuncia di Davide Carpino, disabile al 100%. ll giovane aveva scritto senza risposta al Comune giorni prima ed aveva portato una sedia da casa: «Questa non è inclusione, ma esclusione».
CATANZARO – «Questa non è inclusione». È la denuncia di Davide Carpino, 38 anni, di mestiere attore, diversamente abile che, nel corso dell’evento Rai di Capodanno, a Catanzaro, si è visto negare la possibilità di utilizzare una sedia, di cui lui stesso si era munito, trovandosi costretto ad assistere al concerto in piedi.
CAPODANNO RAI, LA DENUNCIA DI CARPINO, DISABILE AL 100%
Una situazione fortunatamente risolta in breve tempo grazie all’aiuto di alcuni presenti, che si sono prodigati per recuperare la seduta, ma che la dice lunga su come il concetto di accoglienza e inclusione sia ancora lontano dall’essere messo in pratica.
Davide, originario di Cosenza e con una grande passione per l’arte, la musica e lo spettacolo, la sera di San Silvestro si era recato a Catanzaro per assistere dal vivo al grande evento Rai, “L’Anno Che Verrà”, accompagnato dalla madre. «Come da prassi negli anni passati – racconta al Quotidiano – nei mesi precedenti all’evento mi ero attivato per ricevere informazioni sulla collocazione delle persone con disabilità. Ma alla mia mail il Comune di Catanzaro non ha mai risposto».
«MI ERO ATTIVATO PER RICEVERE INFORMAZIONI, NESSUNA RISPOSTA»
Nessuna indicazione sul da farsi, dunque, così Davide ha deciso di premunirsi portando con sé una sedia da casa. Al suo arrivo sul posto, però, la sgradita sorpresa: «Io sono un disabile al 100% con accompagnamento, deambulante e non carrozzato. L’organizzazione, evidentemente, considerava “disabili” solo i carrozzati, cioè coloro che hanno bisogno della carrozzina, perché gli altri disabili sarebbero dovuti stare in piedi. Io stesso sarei dovuto restare in piedi per sei ore, vale a dire per l’intera durata della diretta, perché non mi permettevano di farmi entrare con la sedia di cui mi ero munito».
DISABILE LASCIATO A TERRA AL CAPODANNO RAI
«Solo dopo diverse lamentele e grazie all’intervento tempestivo di alcuni giornalisti presenti che mi hanno visto per terra e si sono interessati al caso – va avanti Davide – ho avuto modo di risolvere il problema. Mi hanno aiutato gentilmente a sollevarmi da terra e hanno mandato un messaggio al sindaco; nel frattempo, la mia lamentela è arrivata a un dirigente della Polizia, il dottor Pullano, che si è fatto carico di farmi passare la sedia di cui io mi ero premunito perché gli altri suoi colleghi avevano ricevuto disposizioni di non fare passare niente».
I RINGRAZIAMENTI DI DAVIDE
«Ringrazio, quindi, il dottor Pullano, ed anche i volontari della Croce Rossa presenti che, vedendomi per terra, mi hanno fornito provvisoriamente una delle sedie a rotelle che avevano a disposizione». Insomma, un bel pasticcio, perché Davide, e altri come lui, hanno rischiato davvero di dover assistere al concerto in piedi o, addirittura, di dover stare a terra, in un angolo».
«Questa non è inclusione, ma esclusione, perché il Comune di Catanzaro aveva solo prenotato un parcheggio ma non mi aveva garantito né dato alcuna informazione rispetto alla collocazione dei disabili», tuona Davide. La sua, tuttavia, non vuole essere una polemica fine a sé stessa, ma un monito per il futuro: un invito a guardare oltre, perché la disabilità non è solo quella “visibile” con gli occhi ma anche quella che, talvolta, non si vede.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA