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Il deputato del Movimento Cinquestelle Giuseppe D'Ippolito

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LAMEZIA TERME – IL giudice monocratico del Tribunale di Lamezia Terme, Luana Loscanna, ha condannato l’avvocato Giuseppe D’Ippolito, deputato del Movimento Cinquestelle, alla pena di mesi quattro reclusione per la diffamazione in danno del senatore Pietro Aiello.

Il Tribunale ha concesso all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena e della non menzione, condannandolo al risarcimento del danno da quantificarsi in separato giudizio civile. L’on. D’Ippolito è stato altresì condannato a rifondere le spese processuali e le spese sostenute dalla parte civile. Assolti, invece, altri due imputati (due giornalisti).

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Tutti gli imputati erano accusati del reato di diffamazione: l’avvocato lametino in quanto, nel corso di una conferenza stampa svoltasi durante la campagna elettorale per le elezioni comunali di Lamezia Terme, nella qualità di candidato a Sindaco di Lamezia Terme, aveva falsamente attribuito al sen. Aiello di essere stato rinviato a giudizio nel processo “Perseo” (per il senatore invece c’era stata la richiesta di rinvio a giudizio per voto di scambio, accuse per le quali il senatore è stato poi definitivamente assolto) una giornalista per aver riportato la notizia seppure inserendo la dichiarazione del D’Ippolito in un virgolettato e un altro giornalista in qualità di direttore responsabile di un giornale online.

Nel corso dell’udienza il pm ha chiesto l’assoluzione per i due giornalisti (poi assolti dal giudice) e la condanna, a due mesi di reclusione, per l’on. D’Ippolito. La parte civile, Pietro Aiello, assistita dall’avvocato Nunzio Raimondi, associandosi alla richiesta di condanna formulata dal pm., ha chiesto il riconoscimento del risarcimento del danno. I difensori degli imputati (Silvia Gulisano per D’Ippolito) hanno chiesto rispettivamente l’assoluzione dei loro assistiti.

Al termine dell’udienza il senatore Piero Aiello ha dichiarato: “Dopo anni di sofferenze ed una vera e propria persecuzione mediatica, inizio a vedere i risultati del mio costante e sereno affidamento alle leggi ed alla magistratura: in tanti, e fra questi anche l’avv. D’Ippolito – così come ha confermato la sentenza di oggi -, nel corso della triste vicenda dalla quale sono uscito a testa alta e senza ombra alcuna, hanno strumentalizzato un procedimento diffondendo notizie non vere, al chiaro scopo di ledere la mia reputazione. Ora arriva anche per loro il giudizio ed una sentenza che, a questo punto, dovranno spiegare ai loro elettori, verso i quali hanno fino ad oggi inneggiato alla legalità. E l’on. D’Ippolito dovrà anche spiegare presto perché ha prodotto in giudizio un documento dai contenuti in apparente contrasto con una registrazione audio/video” prodotta dalla giornalista.

“Di questa sentenza – ha soggiunto il sen. Aiello – saranno informati il Presidente della Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, per quanto di Loro competenza ed il Capo politico del Movimento Cinquestelle per le determinazioni a termini di regolamento. Voglio inoltre rassicurare che non defletterò mai dalla tutela giudiziaria della mia immagine di uomo pubblico, avendo a cuore il mio decoro e la mia reputazione, al di sopra di ogni altro bene. Lo devo a mio padre, Carabiniere, ed alla educazione che mi ha impartito: non la legalità a chiacchiere ma vissuta nei fatti, con irreprensibile condotta quotidiana a servizio della mia gente. Ringrazio, infine, i miei familiari ed i miei amici per avermi sostenuto sempre e con grande comprensione nei momenti difficili: l’affermazione della giustizia, che inesorabile arriva, ancora una volta, serva anche a loro a comprendere che in essa bisogna credere, incrollabilmente. Ringrazio in ultimo l’avvocato professore Nunzio Raimondi, che mi ha assistito con altissima competenza e che, ancora una volta, ha saputo far valere egregiamente le mie ragioni”. A margine della notizia, il gruppo consiliare Catanzaro da Vivere ha così commentato: “Accogliamo con grande soddisfazione la sentenza del Tribunale Monocratico di Lamezia Terme, che ha condannato il deputato Cinquestelle, Giuseppe D’Ippolito, per il reato diffamazione in danno dell’allora senatore Piero Aiello. È stata fatta giustizia su una dichiarazione falsa che lo stesso d’Ippolito aveva attribuito ad Aiello in occasione di una conferenza stampa tenutasi durante la scorsa campagna elettorale per le comunali di Lamezia Terme. Questa sentenza ripristina e conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, la corretta immagine e l’alta reputazione di Piero Aiello che può uscire a testa alta dopo la pronuncia giudiziaria che cancella ogni ombra su una figura inattaccabile dal punto di vista personale e politica”.

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