X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

CATANZARO – Lo chiamano “geogap” ma, per quanto la parola possa sembrare moderna, non aggiunge nulla di nuovo rispetto al passato. È il divario territoriale ciò che, infatti, sta ad indicare.

La differenza esistente tra nord e sud Italia anche per quanto riguarda i guadagni percepiti dai liberi professionisti.

Per fare un esempio, gli introiti di un avvocato di Milano è in media 3,65 volte più alto di un suo collega di Catanzaro. Ancora più grande, inoltre, la distanza per commercialisti e ragionieri: a Bolzano un consulente fiscale può contare su un reddito 4,2 volte superiore rispetto al suo collega di Reggio Calabria.

Tutto questo emerge dal rapporto Adepp 2022 che va ad inquadrare, per l’appunto, la differenza territoriale tra i redditi medi di varie categorie professionali: una differenza che non riesce a essere colmata nemmeno dai costi di vita diversificati tra le regioni italiane. «I professionisti del sud Italia – si legge, più in particolare, nel report – dichiarano un reddito del 48 per cento inferiore ai colleghi del nord Italia, mentre i professionisti del centro Italia dichiarano il 21 per cento in meno».

Come a dire, insomma, che le differenze riguardanti i guadagni non si basano esclusivamente su età e genere ma anche, non a caso e soprattutto, sul luogo di esercizio della professione.

A questo proposito, nel report si rileva, ancora, che si va dagli oltre 27mila euro dei consulenti fiscali della Calabria per arrivare ai 117mila euro del Trentino. E, tra l’altro – lo si diceva all’inizio -, nel tempo le cose non sono cambiate: il rapporto tra regione più ricca e quella più povera per gli avvocati nel 2017 era pari a 3,75, appena 0,10 punti in più rispetto agli attuali 3,65 (discorso analogo per i commercialisti: 4,3 nel 2018 e 4,2 attualmente).

Le ragioni del “gap”? Probabilmente, ataviche. Ma forse a incidere è anche il fattore “concorrenzialità”.

 Secondo il censimento della Cassa forense, in Calabria ci sono 6,9 avvocati ogni mille abitanti: il doppio della Lombardia. Parimenti accade per i commercialisti: di loro ce n’è uno ogni 716 abitanti in Trentino Alto Adige, contro i 421 della Calabria. La “densità” dei liberi professionisti, pertanto, influisce sul divario dei guadagni. In ultimo, ulteriore differenza – lo si accennava in precedenza – è quella prettamente di genere (non solo di età).

Sempre in base a quanto dicono i dati, uno su due tra gli avvocati che hanno visto diminuire la clientela e peggiorare i guadagni e gli affari nel 2020 (anno clou della pandemia) è donna e lavora al sud.

Un sud Italia che vede la Calabria (nemesi, sempre in base ai dati, della Lombardia, che apre la graduatoria in questione) dei liberi professionisti in coda alla scala dei guadagni nel 2021.

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE