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Alberto Matano e sua madre Marisa Fagà

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Una bella favola quella di Alberto Matano, splendido cinquantenne, conduttore de “La vita in diretta” che oggi dopo 15 anni di convivenza con l’avvocato Riccardo Mannino si unisce a lui con cerimonia civile molto vip officiata da zia Mara Venier.

Un calabrese che segna il tempo nuovo in cui ognuno ama chi gli pare.

Matano, il figlio di Marisa Fagà, primo assessore donna della Dc a Catanzaro e insegnante da sempre impegnata nella cittadinanza attiva, una sera a sorpresa ha dovuto insieme al marito confrontarsi con la confessione di Alberto. Da quel momento i genitori “sono stati sempre al mio fianco, sempre accoglienti, solidali” come il giornalista calabrese ha confidato stamattina al collega Walter Veltroni sul Corriere della Sera.

Matano poteva essere un Rock Hudson della Rai (gli attribuirono anche un flirt con Tosca D’Aquino). Invece il giornalista che in famiglia ha sempre parlato l’italiano senza un ombra di “f” aspirata catanzarese, con stile, prima ha deciso
per il coming out pubblico e poi per le nozze annunciate facendo cadere il velo dell’ipocrisia.

Reso celebre da Luciana Littizzetto con un complimento dal balconcino del festival di Sanremo ripagato da gentleman con un mazzo di fiori recapitato a “Che tempo che fa”, Alberto è il volto nuovo di una Calabria cambiata.

E se solo pochi mesi fa discutevamo dei luoghi comuni sessisti di Checcho Zalone sulla Calabria (LEGGI) oggi ci godiamo l’enfasi mediatica delle cronache gossip di un nostro corregionale gay che si unisce al suo compagno nel giorno in cui si celebra il Pride a Roma.

Ritorna in mente il primo campeggio dell’Arcigay organizzato da Franco Grillini nel 1985 a Rocca Imperiale in Calabria quando il sindaco dell’epoca emanò un’ordinanza urgente di chiusura del camping causa pericolo di diffusione di “contagio di malattie infettive e letali” poi fatta ritirare dal prefetto e dalla mobilitazione indignata.

Tempi oscuri seppelliti dalla storia. Viva l’unione civile di Alberto Matano.

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