Uno scatto dallo spettacolo Rendez-Vous
3 minuti per la letturaIl Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, a Borgia, accoglierà la prima nazionale di “Rendez-vous”, il nuovo lavoro di Riva & Repele, tra gli appuntamenti più poetici e suggestivi di Armonie d’Arte Festival
Nelle sere d’estate accade che il paesaggio smetta di essere semplice sfondo e si trasformi in presenza viva, parte integrante della scena. Oggi, venerdì 24 luglio 2026, alle 22, il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, a Borgia, accoglierà la prima nazionale di “Rendez-vous”, il nuovo lavoro di Riva & Repele, tra gli appuntamenti più poetici e suggestivi di Armonie d’Arte Festival.
Non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza immersiva che dialoga con la memoria dei luoghi. Tra rovine millenarie e silenzi carichi di storia, “Rendez-vous” costruisce un paesaggio emotivo in cui corpo, musica e parola si intrecciano in una drammaturgia sottile e stratificata.
Un incontro tra linguaggi – Il progetto nasce dalla cifra distintiva del duo coreografico Sasha Riva e Simone Repele, tra le voci più riconoscibili della scena contemporanea europea. La loro scrittura, profondamente teatrale, si muove sul confine tra gesto e narrazione, tra intimità e visione. Accanto a loro, una presenza scenica che rompe e ricompone il ritmo: Leonardo Mazzarotto, attore e violinista, autore dei testi dello spettacolo. La sua è una figura ibrida, capace di attraversare i piani della scena con naturalezza, alternando parola e suono in un flusso continuo che amplifica la tensione emotiva. A completare l’impianto visivo, le immagini video tratte da “Dear Son”, una delle creazioni più intense del duo, che aggiungono ulteriori livelli di lettura e memoria.
LA COREOGRAFIA DELL’ATTESA
Come suggerisce il titolo, “Rendez-vous” non racconta una storia lineare. Piuttosto, costruisce una costellazione di incontri possibili, sospesi in un tempo dilatato. I corpi di Riva e Repele si cercano, si sfiorano, si allontanano, abitano lo spazio tra presenza e assenza, tra tensione e abbandono. Il movimento non descrive: interroga. E proprio in questa ambiguità trova la sua forza, trasformandosi in un linguaggio aperto, capace di accogliere lo sguardo dello spettatore senza imporre una chiave univoca. Il violino e la voce di Mazzarotto intervengono come una corrente sotterranea, capace di dislocare la percezione del tempo e di guidare lo spettatore attraverso slittamenti emotivi inattesi. Ne nasce un unico respiro scenico, in cui le discipline si fondono senza gerarchie.
Se da un lato la scrittura coreografica di Riva & Repele si distingue per una forte dimensione teatrale e poetica, capace di trasformare il movimento in narrazione, dall’ altro Mazzarotto, musicista e attore capace di fondere violino e parola in un’unica espressione scenica. Insieme, costruiscono uno spazio in cui danza, musica e teatro non sono linguaggi distinti, ma parti di un unico respiro.
UN APPRODO NEL MEDITERRANEO
Inserito nel cartellone di Armonie d’Arte Festival 2026, “Rendez-vous” dialoga con il tema di questa edizione, “Nuove rotte mediterranee”, declinato attraverso la parola chiave “Approdi”. E proprio l’idea dell’approdo – come incontro, attraversamento, possibilità – sembra risuonare in ogni gesto dello spettacolo.
Nel cuore della Calabria, tra archeologia e contemporaneo, la scena diventa così luogo di transito e di ascolto. Un invito a rallentare, a sostare, a lasciarsi attraversare.
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