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Il tribunale di Cosenza

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Blitz della Polizia a Cosenza contro l’immigrazione clandestina, diversi arresti con l’accusa di favoreggiamento della permanenza illegale nel territorio dello Stato


COSENZA – Blitz contro l’immigrazione clandestina a Cosenza. Gli agenti della Polizia di Stato hanno proceduto all’esecuzione di sei ordinanze cautelari di arresti domiciliari nei confronti di cittadini italiani ed extracomunitari. Gli arresti sono avvenuti tra la provincia di Cosenza e Biella. Varie le accuse tutte comunque legate a vario titolo all’ipotesi di reato di favoreggiamento della permanenza illegale nel territorio dello Stato. Ad emettere l’ordinanza di misura cautelare, il giudice per le indagini preliminari di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica.

Tra le sei persone arrestate c’è anche un commercialista di Cosenza. Anche il professionista è accusato, assieme agli altri, di favoreggiamento della permanenza illegale nel territorio dello Stato. In totale sono circa dieci le persone indagate tra i quali ci sono anche titolari di aziende nelle quali sarebbero avvenute le false assunzioni di lavoro. Inoltre, una persona extracomunitaria è indagata anche per il reato di estorsione nei confronti di alcuni connazionali.

Nel dettaglio l’accusa è di aver di favorito la permanenza illegale nel territorio dello Stato di numerosi stranieri. Operazione realizzata mediante la presentazione di false attestazioni presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione. Ciò in modo di attivare e concludere la procedura di emersione dal lavoro irregolare, che consentiva di richiedere, e successivamente ottenere, un titolo di soggiorno che ha apparentemente regolarizzato la loro permanenza sul Territorio italiano. Le indagini, coordinate dal questore Giuseppe Cannizzaro e dal capo della Mobile Gabriele Presti, sono state avviate circa due anni fa e hanno riguardato anche le false assunzioni per far ottenere i permessi di soggiorno.

Nel corso delle indagini emergevano le figure di un commerciante di abbigliamento, di un commercialista e di  un extracomunitario, i quali fungevano da trait-d’union tra coloro che si prestavano a svolgere il ruolo di datore di lavoro fittizio e gli extracomunitari che aspiravano a regolarizzare la loro posizione sul territorio italiano, ma impossibilitati a farlo per diverse motivazioni : clandestini o richiedenti protezione internazionale con  diniego dello status richiesto dalle competenti Commissioni Territoriali, che esercizio attività lavorative abusive.

Inoltre, una persona di cittadinanza extracomunitaria è indagata anche per il reato di estorsione nei confronti di alcuni connazionali. La complessa operazione ha impegnato decine di poliziotti della Squadra Mobile, coadiuvati nella fase esecutiva da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine.

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