Un mezzo dei carabinieri
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L’ultima inchiesta della Dda di Catanzaro fa luce sui nuovi assetti delle cosche della ‘ndrangheta di Cosenza
COSENZA – I clan cosentini si riorganizzano sul territorio. Quattro anni sono trascorsi dalla maxi operazione โResetโ, che aveva decapitato le cosche confederate degli โitalianiโ e degli “zingariโ. Il blitz antimafia piรน imponente, in termini di numeri, mai eseguito a Cosenza e nell’hinterland bruzio.
LE NUOVE LEVE DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Con l’arresto dei capi-cosca – individuati in Francesco Patitucci e Roberto Porcaro – le nuove leve si fanno strada portando avanti gli affari illeciti delle famiglie.
In particolare con le estorsioni, imponendo il pizzo a imprenditori e commercianti, e i traffici di droga.
ร quanto emerge con chiarezza dall’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro che, nei giorni scorsi, ha portato all’arresto in carcere di due persone, Emanuele Apuzzo, 41 anni, e Davide Naccarato, 64.
Entrambi ritenuti responsabili di estorsione col metodo mafioso ai danni di un imprenditore edile di Bisignano.
LA FIGURA DI RINALDO GENTILE
Un’operazione resa possibile grazie al coraggio della vittima, che, vessata dalle continue richieste estorsive, ha denunciato tutto ai carabinieri della Compagnia di Rende.
A spiccare dagli atti d’indagine รจ, in particolare, la figura di Rinaldo Gentile.
Al centro dell’inchiesta in quanto indicato proprio dai due come โil cristianoโ per conto del quale veniva effettuata la pretesa di denaro, pari al 3% sull’importo dei lavori del cantiere.
A seguito dell’arresto dei boss, sarebbe lui, in altre parole, secondo quanto riferito direttamente da Apuzzo e Naccarato alla parte offesa, a โcomandareโ a Cosenza in questa fase.
Il suo nome, infatti, viene fuori proprio per incutere timore nella vittima, perchรฉ emanazione diretta del โclan degli Italianiโ: ยซa Cosenza c’รจ solo luiยป, gli dicono.
Cosรฌ, all’avvicinarsi delle festivitร natalizie, Apuzzo, presentandosi quale braccio destro di Gentile, insieme a Naccarato che gli fa da accompagnatore e autista, si recano sul cantiere dell’imprenditore per incontrarlo e intimargli di โmettersi a postoโ con la criminalitร organizzata se non vorrร avere problemi.
In cambio avrebbe avuto la garanzia della โprotezioneโ con la salvaguardia dei suoi mezzi.
LE ESTORSIONI “NATALIZIE”
Del resto, ยซรจ Natale anche per le mogli dei carceratiโฆยป, afferma Apuzzo senza mezzi termini. Grazie alla collaborazione dell’imprenditore con le forze dell’ordine, tuttavia, fu organizzato un appuntamento per la consegna del denaro.
In realtร una trappola per Apuzzo, che non sa di avere i carabinieri col fiato sul collo.
Lo scambio, con delle banconote โsegnateโ, fu monitorato dagli investigatori dell’Arma, che poi seguiranno i movimenti dei due fino alla cattura.
I due indagati, difesi dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Matteo Cristiani, si trovano attualmente in carcere.
Ma il loro affacciarsi sulla scena criminale e la rapida โscalataโ di Gentile lasciano ben intendere come ormai sia in atto una ridistribuzione di ruoli e compiti nell’organigramma della ‘ndrangheta a Cosenza.
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