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A pochi giorni dall’udienza di Cassazione, il padre della ragazza uccisa e bruciata a Corigliano lancia un appello ai magistrati

CORIGLIANO CALABRO (CS) – «E’ orribile sapere che già in Corte d’Appello furono scontati quasi 4 anni al mostro che distrusse la vita di Fabiana e quella della sua famiglia. Non vorremmo mai pensare che in questa ultima fase processuale, ottenga ancora una riduzione della pena». A scriverlo, in una lettera aperta, è Mario Luzzi, il papà di Fabiana, la sedicenne di Corigliano Calabro accoltellata e bruciata quando era ancora viva dal fidanzato il 24 maggio 2013, invocando l’ergastolo per l’autore del delitto in vista dell’udienza in Cassazione del primo marzo prossimo.

Il giovane, Davide Morrone, all’epoca minorenne, è stato condannato in primo grado dal Tribunale dei Minori di Catanzaro a 22 anni (LEGGI). Pena poi ridotta a 18 anni dalla sezione minori della Corte d’Appello che ha riconosciuto la seminfermità mentale escludendo l’aggravante della premeditazione (LEGGI LA DECISIONE).

LA CRONACA DELLA TRAGEDIA, LE IMMAGINI E LE REAZIONI

«Credo che tutti – prosegue il papà di Fabiana – dovrebbero essere concordi nel ritenere che nella vita ci sono cose degne di difesa e che ne esistono altre che dovrebbero essere degne solo di accusa come questo tragico episodio. Non si può dimenticare che infierì 24 coltellate con ferocia inaudita sul povero corpo di Fabiana, nonostante potesse ancora salvarla se solo si fosse mosso a pietà verso una bambina che ancora lo implorava di risparmiarle la vita. Ma purtroppo, come tutti sappiamo – prosegue – tornò dopo un’ora e mezza armato di liquido infiammabile e compì l’atto più atroce che possa esistere nei confronti di un essere umano con tanta ferocia e malvagità».

«Alla luce di come si sono svolti i fatti, che sconvolsero le coscienze di un’intera nazione e oltre – dichiara ancora il papà di Fabiana – com’è possibile che un mostro cosi terribile, possa essere recuperato? Sappiamo che era ancora per pochi mesi minorenne e quindi la Costituzione prevede il recupero e non l’ergastolo. Ma nostra figlia era ancora più minorenne di lui quindi dovrebbe avere almeno gli stessi diritti del carnefice. Se quindi va applicata la Costituzione all’assassino deve essere applicata principalmente alla vittima. Se nessuno può diminuire o annullare la pena che Fabiana ha dovuto subire, allora vale la stessa legge per colui che ne ha provocato la distruzione. Quindi è doveroso e giusto da parte dello Stato che anche lui rimanga rinchiuso in carcere per tutto il resto della sua indegna vita».

«Come può lui – conclude Mario Luzzi – ripagare tutto ciò che ha distrutto e tutto il male che ha provocato? Chiediamo con tutte le nostre forze l’ergastolo!».

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