La piazzola dell'elisoccorso all'Annunziata
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Riattivata dopo circa trent’anni la piazzola per l’elisoccorso all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza
COSENZA – Un’accelerazione decisiva sul terreno della sanità d’urgenza e un balzo in avanti nelle tecnologie di cura salvavita: l’ospedale “Annunziata” di Cosenza volta pagina e riattiva, dopo circa tre decenni di inattività, la storica piazzola per l’elisoccorso, inaugurando al contempo il nuovo reparto dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (Utic).
Due tasselli strategici destinati a stravolgere in positivo la gestione delle emergenze-urgenze nell’intero bacino nord della Calabria, azzerando i tempi morti nel trasporto dei pazienti affetti da patologie tempo-dipendenti. L’operatività dell’elisuperficie, concretizzata grazie alla sinergia istituzionale con il Ministero e l’Aeronautica per il rilascio delle prescritte autorizzazioni, garantisce l’atterraggio dei mezzi d’aria direttamente all’interno del perimetro ospedaliero.
C’è quindi il superamento del vecchio snodo logistico situato nella frazione di Cannuzze, una variante che comportava un rallentamento medio dai 20 ai 30 minuti nei trasferimenti: una manciata di minuti che, in quadri clinici complessi come ictus, infarti del miocardio o aneurismi dell’aorta, si traduce nella linea di demarcazione tra la vita e la morte.
LE PAROLE DI DE SALAZAR
Soddisfazione ed entusiasmo sono stati espressi dai vertici aziendali per un traguardo che coniuga efficienza e sostenibilità economica. «La riapertura della piazzola – ha sottolineato il Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar – rappresenta una conquista fondamentale per la rete dell’emergenza-urgenza e una grande soddisfazione per la sanità del territorio. Poter contare sull’atterraggio diretto in ospedale significa dimezzare i tempi d’intervento e incrementare in modo concreto le speranze di vita dei pazienti.
«L’operazione ha comportato un costo irrilevante, concentrato unicamente sulla riattrezzatura del sito, ma assume un valore strategico di altissimo livello. L’iniziativa testimonia l’efficacia della sinergia strutturale avviata tra l’Azienda Ospedaliera, l’Asp e il servizio 118: un modello integrato e intelligente di riorganizzazione delle reti sanitarie. L’attivazione simultanea della nuova UTIC si inserisce appieno in questo percorso di ammodernamento, garantendo una capacità ricettiva all’avanguardia per gestire il flusso di pazienti in arrivo», ha aggiunto.
L’ATTIVAZIONE DELLA NUOVA UTIC
Sul fronte interno, la nuova Utic si presenta completamente riorganizzata e dotata delle più avanzate strumentazioni di monitoraggio intensivo, concepita per rispondere alle attuali e complesse esigenze demografiche e cliniche della popolazione. «È un reparto con 14 posti letto all’avanguardia – ha spiegato il Direttore della struttura, professor Antonio Curcio – perché consente di far fronte alla nuova tipologia di paziente che al giorno d’oggi afferisce al pronto soccorso dell’azienda ospedaliera di Cosenza: un paziente con pluripatologie, operato più volte al cuore, anziano o grande anziano. Per questo target è fondamentale un’implementazione delle tecnologie volta a incrementare il monitoraggio e a riconoscere eventuali eventi critici il prima possibile».
LA SODDISFAZIONE DI CURCIO
Un intervento che, oltre alla sostanza clinica e alla sicurezza dei percorsi di cura, restituisce alla collettività un ambiente moderno, decoroso e funzionale, valorizzando l’abnegazione del personale sanitario. «Il messaggio positivo è che ci sono grandi professionisti – medici, infermieri, OSS, tecnici di radiologia – che da anni – ha concluso il professor Curcio – lavorano al servizio dell’ammalato e che purtroppo, in un contesto di grandissima affluenza come questo grande ospedale hub universitario, spesso non vengono appieno apprezzati. Avere un’implementazione tecnologica come questa, unitamente agli altri reparti recentemente ammodernati, offre sicuramente un’immagine migliore e adeguata di un lavoro professionale imponente che è già solidamente alla base della nostra struttura».
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