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Dai robot IA, ai laboratori di restauro artistico, al linguaggio della violenza di genere, la ricerca trasforma il campus in un mondo da esplorare.


Si chiama “Notte dei Ricercatori e delle Ricercatrici”, ma è una giornata di scoperte e curiosità che trasforma ogni autunno l’Università della Calabria in qualcosa di vivo, pulsante, accogliente.

Migliaia di studenti e studentesse arrivati da tutta la regione attraversavano il ponte Bucci come un fiume: occhi pieni di domande e voglia di sapere. Quel giorno il campus era un mondo da esplorare.

Ogni angolo raccontava una storia. Il servizio di counseling psicologico parlava di salute mentale e benessere, all’orto botanico si respirava calma tra yoga e mindfulness transpersonale: un momento per ritrovare sé stessi dentro la frenesia della scienza.

Ma la scienza sa anche stupire. Allo stand di Agorà Pnrr: un drone capace di leggere le temperature della terra e individuare un pannello fotovoltaico malfunzionante. Accanto, un piccolo sensore low-cost di Co₂ misurava il respiro delle piante. Era come se anche la natura avesse voce, attraverso la ricerca.

“Energia sostenibile” era la parola chiave: dai motori a biocarburanti alla mobilità elettrica, dove i ricercatori spiegavano come nasce una batteria automobilistica e cosa significhi davvero parlare di futuro “circolare”.

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Ricerca e curiosità protagoniste all’Unical: ricercatori che sperimentano, corrono e immaginano il domani

Il reparto corse dell’Unical immancabile. Studenti e studentesse al volante di simulatori, mani salde e occhi puntati sulla strada. Poco più in là, uBlueTec portava tutti sott’acqua con boe intelligenti e realtà virtuale per mostrare come la tecnologia possa proteggere il mare.

La fisica è diventata esperienza: il generatore elettrostatico di Wimshurst scatenava scintille e sorrisi, mentre un robot di Ntt Data, guidato dall’Intelligenza Artificiale, mostrava come può ispezionare pannelli elettrici in ambienti ostili.

Poi le forze dell’ordine, con i loro cani e le tecnologie di sicurezza, circondate da scolaresche entusiaste. Nei laboratori dei dipartimenti, invece, la conoscenza prendeva forma: provette colorate, minerali luminosi, modelli di marketing che dialogavano con la filosofia e la letteratura.

Anche l’arte aveva la sua voce. Il laboratorio di restauro dei beni culturali riportava in vita affreschi rurali, Amantea Comics insegnava a raccontare storie per immagini, e allo stand de L’Altravoce – Il Quotidiano del Sud parlava proprio Unical Voice.

Al Cug, lo sportello antiviolenza ospitava un’installazione tratta da We Say Stop di Valeria Bucchetti: un percorso per capire il linguaggio della violenza di genere e riconoscerlo per fermarlo. Poco distante, i nuovi musei di zoologia e mineralogia aprivano per la prima volta le loro sale, rivelando la bellezza nascosta della scienza naturale.

Infine, la musica, la danza, la festa: gli Swingfratis Marching Band, le danzatrici aeree, gli artisti sui trampoli e i “Giganti della ricerca” riempivano l’aria di ritmo e stupore.

La Notte dei Ricercatori e delle Ricercatrici all’Unical è stata tutto questo: una giornata in cui la conoscenza è diventata emozione, la scienza esperienza e l’università una casa aperta, piena di voci, di luce e di meraviglia.

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