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Mario Occhiuto nel centro storico di Cosenza

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COSENZA – Ieri mattina il sindaco Mario Occhiuto e il suo vice, con delega ai Lavori pubblici, Francesco Caruso, si sono recati nel Centro storico e a Santa Lucia, quartiere in cui sabato si sono registrati nuovi crolli. «Ho interloquito con i residenti in modo pacato e gradevole, a volte anche con toni più alti ma sempre civilmente. Gli stessi mi hanno giustamente evidenziato la situazione che desta preoccupazione» scrive il sindaco sui social.

Parte poi il lungo resoconto del suo intervento. «Io mi preoccupo del centro storico dal primo giorno del mio insediamento ma certamente non faccio passerelle inutili, poiché non è nel mio stile e perché conosco molto bene i problemi che esistono in quella zona della città. Ho scritto più volte alle alte cariche dello Stato per informare sulla situazione di grave rischio per la sicurezza e però nello stesso tempo ho avviato tutte le azioni possibili che rientrano nelle mie competenze, e anche quelle che vanno ben al di là delle mie competenze, assumendomi responsabilità personali molto importanti».

«Non sono un padreterno, ma tutto quello che era nelle mie umane possibilità riguardante il centro storico e in particolare la zona di Santa Lucia è stato già fatto da tempo – ha detto Occhiuto – sono stati realizzati tutti gli interventi del primo contratto di quartiere compreso il recupero di Palazzo Alimena e sono stati recuperati i fondi del secondo contratto di quartiere (grazie all’accordo quadro da me sottoscritto con la Regione); e siamo già all’approvazione del progetto esecutivo variato secondo le indicazioni della soprintendenza. Inoltre abbiamo previsto con Agenda Urbana altre opere (e relativi finanziamenti) di riqualificazione e recupero della zona».

«Tutto ciò che era possibile da parte nostra è stato già fatto, adesso sono in itinere le operazioni per l’avvio concreto della seconda parte dei lavori che riguardano anche gli immobili interessati dai crolli. Ho ribadito – assicura ancora Mario Occhiuto – che sarà reiterata l’ordinanza per la demolizione del fabbricato completamente lesionato che ostruisce la via di fuga. Inoltre il vicesindaco Caruso incontrerà i tecnici di una delle famiglie interessata a una pratica edilizia riguardante uno dei fabbricati».

«Il processo di riqualificazione di una intera città antica «lasciata all’abbandono e al degrado da circa un secolo necessita di tempi più lunghi (almeno altri vent’anni) e mi auguro che chi verrà dopo di noi continui a portare avanti quel progetto urbanistico di rilancio della città che abbiamo intrapreso e che porterà alla rivitalizzazione anche della sua parte antica. Ricordo che la mia Amministrazione è anche artefice, tra l’altro, della più grande opera di consolidamento dei costoni dei colli Guarassano e Vetere, e che abbiamo in corso di nuovo le operazioni progettuali per intervenire nuovamente sugli stessi dissesti – ha detto ancora Occhiuto –  Questo per far capire che gli interventi sono costanti ma che non portano da nessuna parte, se non si attua una politica di lungo respiro».

«Per il futuro – è la conclusione del primo cittadino – in verità vedo purtroppo solo molta incompetenza, liti e vari distinguo, annunci spropositati, proposte banali e populiste spesso di segno contrario, idee miopi che riguardano solo la scontata necessità della messa in sicurezza dei luoghi (che nessuno ha mai messo in discussione). Le mura possono essere anche (in parte) recuperate ma poi continueranno a degradarsi, e le frane a ripresentarsi, se non si innescherà quel fenomeno di gentrificazione che abbiamo sempre ricercato».

Occhiuto poi ha detto di aver provato a far demolire e mettere in sicurezza edifici fatiscenti «privi di pregio architettonico», che gli hanno attirato «denunce e innescato procedimenti giudiziari che sono attualmente in corso».

C’è poi la questione dei fondi Cipe e il progetto per il recupero degli immobili privati «prima approvato e poi stralciato  dal Cis per opera dei 5 Stelle locali». «Non sono interessato a tavoli che sono l’ideale per chi non vuol fare niente e per gli “attivisti del nulla”, io mi occupo di cose concrete e non ho mai “preso in giro” nessuno – dice Occhiuto – L’assessore De Rosa che si è recata sul posto in mia vece ieri, poiché io non ero in sede, ha generosamente interloquito con gli abitanti e li ha rassicurati in costante contatto telefonico con me.  Noi faremo tutto il possibile, fino all’ultimo giorno».  

Il richiamo al tavolo sembra una risposta a Giacomo Mancini, che nel pomeriggio di ieri sollecitava l’attivazione di un tavolo permanente tra istituzioni, associazioni e cittadini. «Sono bastati dieci minuti di pioggia per causare l’ennesimo crollo nel centro storico di Cosenza – dice il socialista – Per fortuna nessuna conseguenza per le persone. Siamo alle solite. Dal Comune dicono che è colpa dei residenti (roba da pazzi) e citano leggi e pandette che però in dieci anni non hanno mai applicato, come giustamente fanno notare con competenza le associazioni del quartiere.  La Regione non pervenuta. Mentre i 90 milioni di euro del Cipe sono bloccati non si sa da quale manina. È ora di dire basta. Il centro storico di Cosenza è un patrimonio della città, della Calabria, del Paese.  Compito del nuovo sindaco dovrà essere quello di dare dignità, tutela e rilancio a luoghi che possono rappresentare un volano di sviluppo per l’intera comunità». 

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