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Franco Piperno

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LA SCIENZA delle stelle dalla Calabria agli Usa, che abbiamo segnalato alcuni giorni fa (LEGGI), ha una storia dietro di sè che non dobbiamo mai dimenticare.

La rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, PNAS, ha dedicato la copertina ad uno studio su complessi fenomeni cosmici su cui hanno lavorato Sergio Servidio, Domenico Trotta e Francesco Valentini, tre fisici dell’Universita’ della Calabria, assieme a David Burgess, della Queen Mary University di Londra. Il team del gruppo di Astrofisica, geofisica e fisica della nostra Università ha messo a punto un modello numerico che aiuta a comprendere nel dettaglio l’interazione tra onde di shock e turbolenza. Storia bellissima. Il cielo, il cosmo, le stelle. Fu un altro calabrese e un altro docente dell’Unical, Franco Piperno, al ritorno dal Canada a insegnare ai calabresi di leggere il cielo.

Quante volte Franco ci ha provato anche con me? Poi io scordavo tutto e lui ricominciava. E così ha fatto in tutti questi anni.

Chi sia Piperno lo sanno tutti. E’ stato assessore alla Comunicazione al Comune di Cosenza, dove si è impegnato nell’ideazione e creazione del nuovo planetario che oggi sorge vicino il ponte di Calatrava. Professore di Struttura della materia e Astronomia visiva all’Università della Calabria. Ha insegnato Fisica presso numerose università italiane e alcune delle più prestigiose università del mondo. È anche noto per la sua partecipazione alle vicende politiche degli anni Settanta in Italia.

Anni fa venne ripubblicato un bel libro, ‘’Lo spettacolo cosmico’’, sul cielo come non era mai stato visto e raccontato e Franco Piperno scriveva così: “Esiste un cielo notturno per i Fenici, per i Greci, per i Babilonesi. È lo stesso che scorgiamo ogni notte anche oggi nelle metropoli contemporanee, o che osserviamo meglio quando siamo all’aperto. Eppure quella volta celeste non è mai la stessa: le costellazioni cambiano nome rimandando a epiche e mitologie diverse, i punti cardinali mutano e le congiunzioni tra le stelle variano. In realtà a cambiare non sono le stelle, la posizione del sole o della luna ma il modo di «descrivere» il cielo. Perché, quando a gruppi di stelle attribuiamo una figura (le costellazioni) ciò che facciamo è «scrivere sul cielo». Da queste diverse forme di osservazione del cielo, visibile a occhio nudo di notte, derivano vere e proprie «cosmogonie», narrazioni collettive che determinano una diversa relazione fra cielo e terra. Questo libro rappresenta una vera introduzione alla «teoria del cielo», nel senso originario del termine, ovvero della contemplazione della volta celeste – archetipo della conoscenza intesa come azione che ordina arbitrariamente il mondo. È scritto per un lettore che sia anche l’osservatore di quel sublime spettacolo rappresentato dal cielo notturno, dalle costellazioni, dai pianeti, dalla via lattea. Per coloro cui piace orientarsi con il sole, la luna e le stelle. Ma anche per coloro che avrebbero voglia di farlo e non hanno mai osato. Un libro che è insieme un manuale per l’osservazione del cielo di oggi (contiene oltre 300 mappe stellari e indicazioni sul riconoscimento dei pianeti e delle costellazioni a occhio nudo), ma anche una magnifica testimonianza sulle mitologie e le narrazioni applicate alla volta celeste’’.

E’ bello ricordare gli studi di oggi dentro Arcavacata, i grandi successi di oggi ma anche chi quelle stelle e quel cosmo ci ha insegnato ad amare e a studiare. A tutti.

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