X
<
>

La sede dell’Arpacal a Catanzaro

Tempo di lettura 2 Minuti

LA NOTIZIA dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Paola denominata “Archimede” riguardante la depurazione di alcuni comuni dell’Alto Tirreno cosentino che ha visto coinvolto, tra gli altri, un tecnico dell’Arpacal (LEGGI), è stata appresa – recita un comunicato della stessa Arpacal – “con stupore e disorientamento”.

“L’Agenzia – si legge ancora – sin d’ora, dà la sua disponibilità a fornire ogni utile documentazione per le attività di indagine esprimendo piena fiducia nell’operato della magistratura con la consapevolezza che sarà fatta chiarezza su una vicenda che crea sgomento e sfiducia nei cittadini”.

“E’ indubbio – la conclusione dell’Agenzia – che quanto accaduto non può minimamente intaccare l’affidabilità tecnico-scientifica con la quale l’Agenzia svolge le sue attività di controllo e monitoraggio nel rigoroso rispetto delle norme vigenti in materia e soprattutto a tutela dei cittadini”.

LEGGI I NOMI DEGLI INDAGATI

DE CAPRIO

Sulla depurazione calabrese, domani, mercoledì 21 luglio, alle ore 12, nella sala Verde della Cittadella “Jole Santelli” di Catanzaro, l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, terrà una conferenza stampa insieme al direttore scientifico dell’Arpacal, Michelangelo Iannone.

IL M5S

«Apprezziamo il lavoro della Procura di Paola e dei carabinieri di Scalea, che con l’operazione Archimede hanno preservato il territorio da un pesante inquinamento del suolo e delle acque, anche a tutela della salute pubblica. Nello specifico, si tratta di un intervento rapido ed efficace contro un gruppo di potere che operava illecitamente nell’ambito della depurazione, anche con il coinvolgimento di amministratori pubblici, con presunte complicità all’interno Arpacal e, tra l’altro, con collegamenti ad alcune logge, secondo quanto dichiarato dal procuratore Pierpaolo Bruni».

Lo affermano, in una nota, i deputati M5S Paolo Parentela e Giuseppe d’Ippolito.

LEGGI GLI INTRECCI TRA AMMINISTRATORI E DITTE PRIVATE

«L’inchiesta in questione – aggiungono – fa interrogare la politica sull’emergenza depurazione in Calabria, che è un problema datato, irrisolto e ancora dolosamente ignorato. Come forza politica che ha nel proprio Dna la tutela dell’ambiente, continueremo a batterci a sostegno della magistratura e perché la prossima amministrazione regionale si preoccupi in primo luogo della salubrità delle acque e di garantire controlli puntuali, attendibili, tempestivi e trasparenti».

«Siamo certi – dicono ancora Parentela e D’Ippolito – che la nostra candidata, Amalia Cecilia Bruni, inserirà questo punto tra le priorità del programma del centrosinistra. Siamo sicuri che si impegnerà in prima persona per la difesa dell’ambiente e della salute. Saremo al suo fianco in questa battaglia, fondamentale per il futuro dei calabresi e della nostra terra».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA