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Giorgio Napolitano risponde al saluto della gente, a Lamezia, nel 2009

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LAMEZIA TERME (CaTANZARO) – Giorgio Napolitano, il presidente emerito della Repubblica scomparso a 98 anni, è stato in visita in Calabria il 15 gennaio del 2009 con tappe a Lamezia Terme (dove inaugurò la sala consiliare in occasione del quarantennale della nascita della città), Cosenza e Reggio Calabria.

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Due giorni in Calabria con prima tappa all’Unical, dove Napolitano celebrò la figura del primo Rettore e uno dei padri fondatori dell’Università della Calabria, Beniamino Andreatta, al quale è stato intitolata l’Aula Magna.

Poi la visita a Lamezia Terme per i 40 anni della fondazione del Comune e il giorno dopo a Reggio Calabria dove l’allora Capo dello Stato partecipò, all’Università Mediterranea, a un convegno internazionale sul tema dello sviluppo nel Mezzogiorno. A Lamezia Terme la visita di Napolitano durò per poco più di un’ora. Napolitano venne a Lamezia Terme diciassette anni dopo la presenza a Lamezia di un Capo dello Stato, a Lamezia venne anche il presidente della Repubblica Cossiga venuto per i funerali del sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, uccisi il 4 gennaio del 1992.

Napolitano inaugurò la nuova sala consiliare del Comune di Lamezia intervenendo dopo il discorso di benvenuto dell’allora sindaco, Gianni Speranza. La prima tappa di Napolitano a Lamezia su corso Numistrano dove ad attenderlo c’erano oltre 3000 persone. Da qui al Comune per l’incontro con le autorità, a partire del sindaco Speranza, dell’allora governatore calabrese Agazio Loiero, dalla presidente della Provincia, all’epoca, Wanda Ferro, in una sala stracolma di politici locali (molti sindaci) provinciali e regionali, parlamentari, magistrati e cento studenti lametini degli istituti superiori.

Il discorso a Lamezia di Napolitano si incentrò sulla lotta alla criminalità organizzata: «Bisogna riuscire a portare più avanti questa lotta – disse Napolitano – che vede impegnate con crescente successo le forze dello Stato e deve vedere ancor più impegnata la società civile. Bisogna valorizzare gli esempi della capacità di reagire qui in Calabria e in tutto il mezzogiorno alla sfida della criminalità organizzata». E non mancò il riferimento all’unità nazionale: «E’ un sentimento molto sentito per ragioni storiche e attuali in una regione come la Calabria, e in una città come Lamezia, ma anche andando in città del nord e del nord est, nonostante tutte le propagande talvolta devianti e mistificatrici, ho trovato anche lì un senso forte di quanto sia essenziale l’essere uniti noi italiani, e saper guardare al nostro comune destino».

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