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COSENZA – Nei primi sei mesi del 2022 le aziende sanitarie e ospedaliere della regione Calabria hanno liquidato quasi 230 milioni di euro di fatture pagate fuori i tempi massimi. In buona parte risalenti a fatture emesse da prima del 2019 alla fine del 2021. A sottolinearlo è l’ultimo verbale del tavolo Adduce nella sezione dedicata ai tempi di pagamento.

La questione è delicata, perché proprio i ritardi nei pagamenti generano contenzioso nel corso degli anni e quindi debito. A mettere un punto sono proprio i tecnici ministeriali che chiariscono come sui 615,159 milioni di euro «il 59% è relativo a fatture emesse nell’anno 2022, il 36% è relativo a fatture emesse nell’anno solare 2021 e circa il 5% è relativo a fatture emesse nell’anno solare 2020 e precedenti. Il 48% dei pagamenti effettuati non è stato rispettoso del Dpcm 22/09/2014 per i quali rilevano, in particolare, 87% dei pagamenti dell’Asp di Catanzaro».

Le rilevazioni sono sempre le stesse. Il tavolo infatti sottolinea «ancora una volta la gravità del ritardo dei pagamenti da parte delle aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria». L’Asp di Crotone per esempio su 66 milioni circa ne ha liquidato il 69% in ritardo, quella di Vibo il 69%, il Pugliese Ciaccio l’87%, la Mater Domini il 73%. Il totale tra Gsa e tutte le aziende sono 297 milioni di euro circa. la cosa interessante riguarda proprio la Gestione sanitaria accentrata che in due anni ha pagato circa 11 milioni di euro, tre milioni (il 32%) sono stati liquidati oltre i tempi previsti. Le situazioni sono molto simili all’anno precedente, il 2021, dove la Mater Domini ha raggiunto il 90% delle fatture pagate in ritardo.

Altra questione è quella sulla tempestività dei pagamenti. Stando al verbale, che pesca dai dati aziendali, «tutte le aziende del Servizio sanitario regionale calabrese, eccetto l’Azienda ospedaliera di Cosenza e la Gestione sanitaria accentrata, non rispettano ancora nel 2021 e nel 2022 la direttiva europea sui tempi di pagamento».

Il richiamo ad Occhiuto è chiaro ricordando anche degli obiettivi di mandato affidati ai commissari straordinari di Asp e ospedali. Il punto è la legge di bilancio 2019 dove «con riferimento ai tempi di pagamento si dispone di subordinare almeno il 30% dell’indennità di risultato al rispetto dei tempi di pagamento».

 Insomma i tecnici «rilevano ancora una volta le fortissime criticità sui tempi di pagamento da parte degli enti del SSR della Regione Calabria. Restano ancora in attesa di un resoconto in merito all’effettiva applicazione del predetto comma con riferimento ai Commissari straordinari che svolgono le funzioni dei direttori generali. Si ricordano anche gli obiettivi loro affidati con riferimento ai tempi di pagamento».

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