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Blitz del Nas in un mattatoio già sequestrato a Rocca di Neto, scoperta attività di macellazione clandestina di cavalli. Un arresto e cinque denunce, rinvenute 13 carcasse di animali, carni non idonee al consumo umano


ROCCA DI NETO – I carabinieri del Nas di Cosenza lo hanno arrestato in flagranza dopo averlo beccato mentre macellava animali in un mattatoio già sottoposto a sequestro nell’ambito di una procedura fallimentare, del quale avrebbe violato i sigilli. Agli arresti domiciliari è finito il custode giudiziario dello stabilimento Assocarni, Carmine Marino, con le accuse di violazione di sigilli e uccisione di animali. Reato, quest’ultimo, per il quale l’uomo è indagato insieme ad altre cinque persone denunciate in stato dii libertà. La gip del Tribunale di Crotone Assunta Palumbo ha convalidato l’arresto ma, accogliendo la richiesta dell’avvocato Mario Nigro, lo ha rimesso in libertà applicando comunque il divieto di dimora in Calabria. I carabinieri, intervenuti insieme ai veterinari dell’Asp di Crotone, hanno accertato l’abbattimento di 13 carcasse di cavalli.

CARNI NON IDONEE AL CONSUMO

Le carni non sono ritenute idonee al consumo umano. Soltanto tre animali risultavano microchippati, gli altri erano privi di documentazione sanitaria. In particolare, quelli provvisti di dispositivi di identificazione risultavano non classificati e presumibilmente destinati a competizione sportiva o ad affezione. Sarebbero animali sottoposti a trattamenti farmacologici incompatibili con la finalità alimentare. L’uomo, in sede di interrogatorio per la convalida dell’arresto, ha ammesso di aver ricevuto la proposta di macellare gli animali clandestinamente perché aveva bisogno di denaro. Si sarebbe trovato in difficoltà economiche proprio in seguito all’interruzione dell’attività di macellazione autorizzata nel capannone sotto sequestro.

PERICOLO PER LA SALUTE

Dalle indagini è comunque emersa un’attività di macellazione clandestina, con conseguente “pericolo per la salute umana”. Un’attività che andava avanti da tempo, secondo quanto sarebbe venuto fuori dalle testimonianze acquisite dagli investigatori. Sono le ragioni per le quali la gip ha ritenuto legittimo l’arresto anche se per soddisfare le esigenze cautelari ha ritenuto sufficiente una misura meno afflittiva.

GLI ACCERTAMENTI

Campioni di carni sono stati portati all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno di Catanzaro per verificare eventuali presenze di zoonosi o principi attivi farmacologici che andrebbero ad aggravare il quadro accusatorio. Gli accertamenti proseguono per verificare origini, provenienza e modalità di approvvigionamento degli equini ma anche i canali di distribuzione delle carni clandestine. L’operazione ha evitato che 3mila chili di carne potenzialmente pericolosa finisse sulle tavole dei consumatori. Ma potrebbe esserci dell’altro.

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