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Giudici della Corte di Cassazione

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CROTONE – Meglio evadere dai domiciliari che rimanere in casa con la moglie. Ed ora anche la Corte di Cassazione gli ha dato ragione. Protagonista un quarantenne di Crotone, R.D., che era uscito di casa infrangendo la legge ed era andato spedito nella caserma dei carabinieri più vicina alla sua abitazione.

La Suprema Corte ha giudicato l’uomo «non punibile per tenuità del fatto», ribaltando la sentenza con la quale il tribunale di Crotone, prima, e la corte d’appello di Catanzaro, poi, avevano disposto 2 mesi e 20 giorni di reclusione aggiuntiva per il marito insofferente accusato di evasione.

Il quarantenne aveva preferito subire una possibile seconda condanna, oltre quella che stava già scontando: «Preferisco andare in carcere piuttosto che stare a casa con mia moglie», aveva detto dopo l’ennesimo litigio. Così, oltre alla pena da scontare, una seconda condanna: quella per evasione.

Secondo la Cassazione, dunque, «l’imputato non è stato trovato fuori dalla propria abitazione, ma si è presentato personalmente presso la caserma dei Carabinieri, distante poche centinaia di metri dalla propria abitazione per segnalare la sua volontà di non proseguire la convivenza con la moglie a causa di un litigio. Secondo il ricorrente l’allontanamento dall’abitazione non essendo stata dettato dalla finalità di sottrarsi al controllo dell’autorità non potrebbe integrare il reato di evasione per l’assenza di offensività della condotta».

I giudici della Suprema Corte hanno, pertanto, ritenuto che «il fatto non è punibile», annullando la precedente sentenza senza rinvio. L’uomo è stato rappresentato in aula dall’avvocato Fortunato Marrazzo, in sostituzione dell’avvocato Vincenzo Girasole.

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