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Blitz del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Cutro per commemorare le vittime del naufragio, a un anno dalla strage in cui morirono 94 migranti.


CUTRO – Blitz del ministro Piantedosi per commemorare le vittime del naufragio, a un anno dalla strage in cui morirono 94 migranti. Il ministro degli Interni, accolto dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dalla prefetta Franca Ferraro e dai sindaci di Crotone e Cutro, Vincenzo Voce e Antonio Ceraso, ha compiuto una visita lampo senza preavviso alla stampa, evitando telecamere e taccuini. Prima tappa al cimitero di Crotone, dove è sepolto il piccolo Alì. Il neonato morto nel naufragio al quale il Comune di Crotone ha dedicato il giardino composto da 94 piante, tante quante le vittime, che sarà inaugurato domenica prossima. Il ministro ha deposto fiori sulla tomba del piccolo.

Quindi è andato a Cutro, dove ha reso omaggio alle sei vittime senza nome sepolte in un’ala del cimitero. E a seguire nella frazione Steccato, il luogo del tragico sbarco, dove ha omaggiato la stele realizzata dal Comune. «Non ha voluto clamori, si è soffermato in silenzio davanti alle tombe, ho visto in lui una grande sensibilità», ha detto il sindaco di Cutro. Gli amministratori locali hanno saputo all’ultimo momento della visita, alla vigilia delle commemorazioni che culmineranno il prossimo 26 febbraio, anniversario della tragedia.

BLITZ DEL MINISTRO PIANTEDOSI A CUTRO PER RICORDARE I MIGRANTI VITTIME DELLA STRAGE

«È importante sentire la vicinanza del governo che ha sempre dimostrato grande sensibilità in seguito a questa drammatica vicenda – ha commentato Occhiuto – proprio nelle ore che precedono le numerose commemorazioni che ci saranno nei prossimi giorni in Calabria per non dimenticare quel 26 febbraio e per manifestare con rinnovata forza la sincera solidarietà della nostra comunità regionale ai parenti dei deceduti e ai sopravvissuti». L’ultima volta del titolare del Viminale a Crotone risale alla giornata conclusiva del Pon Legalità 2014-20. Il 17 novembre scorso annunciò che lo Stato avrebbe fatto «di tutto» per indennizzare le vittime del tragico naufragio di Cutro.

L’annuncio giungeva all’indomani delle polemiche innescate dal «gesto impietoso» denunciato dagli avvocati dei familiari delle vittime e dei superstiti costituitisi parte civile nel processo contro gli scafisti, che avevano citato Consap. I legali della concessionaria pubblica dei servizi assicurativi in aula hanno detto chiaramente che la loro assistita non vuole pagare. Alla fine la richiesta di estromissione da responsabilità civili è stata accolta. Una delle domande che gli sarebbero state rivolte, se stavolta Piantedosi avesse incontrato i giornalisti, è se ci sarà un seguito concreto all’annuncio di novembre. Perché Finora lo Stato ha fatto di tutto per non pagare, più che per risarcire, sfuggendo a responsabilità civili ma costituendosi parte civile contro gli scafisti che, si sa, non hanno grandi risorse, essendo la manovalanza di organizzazioni transnazionali.

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