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Caterina Ceraudo

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L’EMOZIONE di un viaggio verso il Sud è quello che ci regala la cucina del Ristorante Dattilo della famiglia Ceraudo che nei giorni scorsi ha ricevuto un nuovo riconoscimento. La chef stellata calabrese Caterina Ceraudo è stata inserita dalla rivista Forbes tra i migliori 4 chef italiani con una particolare predisposizione all’attenzione per l’ambiente.  

«È davvero un grande onore, – scrive Caterina Ceraudo sulla pagina Facebook – così come è una enorme soddisfazione la motivazione con la quale emerge quella che, da sempre, è la nostra filosofia: “Attenta sostenitrice della buona cucina senza sprechi”. Nessun punto di arrivo, solo uno stimolo a continuare sulla strada intrapresa, con la passione e l’amore di sempre».

Caterina Ceraudo viene definita dalla rivista un “talento naturale”.  Nel numero di maggio Forbes parla  dell’executive chef del Ristorante Dattilo a Strongoli (Crotone) come una attenta sostenitrice della buona cucina senza sprechi che può contare sui prodotti coltivati in un grande orto variegato con oliveti secolari e piante da frutto. Una cucina del territorio che risplende e si irradia altre i confini della Calabria, ricevendo ormai da anni elogi da critici enogastronomici e riviste di settore.

Come abbiamo già ricordato più volte a Caterina è stata anche assegnata la Stella green della Michelin per due anni consecutivi. A fare compagnia alla nostra Caterina ci sono altri tre prestigiosi chef citati dalla rivista Forbes: Pietro Leemann, guru del Joia ristorante vegetariano di Milano dove si esaltano le virtù delle piante medicinali;  Giuseppe D’Errico  della Madernassa Ristorante & Resort sulla collina di Guarene a 4 chilometri dal centro storico di Alba in Piemonte; Riccardo Gaspari e la cucina rigenerativa al SanBrite a Cortina dove la cucina antica delle montagne è fonte d’ispirazione. La cucina di questi chef viene considerata oltre che sostenibile anche etica e con uno sguardo alla cucina del passato, quella dei nonni.

Così Gianfranco Manfredi nella sua rubrica del venerdi descrive lo scrigno di prodotti e sapori costruito dalla famiglia Ceraudo: «Sulle colline di Strongoli che guardano lo Ionio, il borghetto rurale del ‘600 riattato dal padre Roberto a creare un ambiente piacevole e accogliente, ora è sempre più modellato sullo stile della sua cucina. La vocazione agricola esalta l’incredibile uliveto millenario, la conduzione biologica, i vini e gli extravergini da varietà autoctone».

E a proposito di uliveto Roberto Ceraudo produttore di vino e di olio biologico dal 1973 è stato nominato nei mesi scorsi ambasciatore della Accademia Nazionale dell’olio e dell’oliva di Spoleto.

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