4 minuti per la lettura
Altroconsumo ha indagato i rincari su pizza e bibita in 30 città italiane: Reggio Calabria è risultata la più economica. Terzultima Catanzaro
Doveconviene trascorrere una serata davanti a pizza e bibita? A Reggio Calabria. Un’indagine di Altroconsumo su 30 città italiane mostra che la città sullo Stretto è quella in cui si risparmia di più. Con meno di 10 euro (9,47 a esser precisi).
I dati esaminati da Altroconsumo sono ricavati dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe del ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo della ricerca fotografare l’effetto dei rincari su un rito italianissimo, che attraversa le generazioni, le regioni, i contesti sociali.
«Il mito della pizzeria che mette d’accordo convivialità e accessibilità comincia a scricchiolare, soprattutto per le famiglie. Diventano sempre più rari gli indirizzi in cui una serata a base di pizza e bibita si risolve con meno di 10 euro. I dati – dice Altroconsumo – fotografano con precisione questo cambiamento, mostrando non solo aumenti diffusi ma anche un’Italia profondamente diseguale, dove in una stessa città una pizza con bibita può costare anche il triplo a seconda del locale scelto».
A REGGIO VARIANO ANCHE MENO I PREZZI TRA I LOCALI
Reggio Calabria, insieme a Livorno, è una delle poche città che resistono sotto i 10 euro, segnala Altroconsumo. Al vertice troviamo Bolzano (in media 15 euro per pizza e bibita), Palermo e Sassari (entrambe poco più di 14,50 euro). Trento e Firenze si confermano nella fascia alta. Mentre Roma (11,45 euro) resta una capitale gastronomica tutto sommato accessibile. Il grosso delle città si concentra nella fascia tra i 10 e i 12 euro, anche se la soglia dei 12 euro – media dell’intero campione – viene ormai superata con sempre maggiore frequenza.
Il costo medio però nasconde ciò che è forse più interessante, cioè la variabilità di prezzo tra una pizzeria e l’altra in una stessa città. Palermo è il caso più clamoroso, dal momento che tra il prezzo minimo e quello massimo c’è una differenza vertiginosa: si va da 9 a 28 euro, praticamente più del triplo. Meno sorprendenti i casi di Milano e Firenze. Nella città della moda la forbice va da 8 a 22,50 euro, mentre nella culla del Rinascimento da 8,50 a 20 euro.

È il segno di una crescente polarizzazione economica dell’offerta. Ciò significa che la pizza non è più solo un prodotto popolare: riflette differenze di qualità, di indirizzo e di posizionamento, come le proposte gourmet. Reggio Calabria spicca per i prezzi poco mobili: oltre a essere la città più economica del campione, è anche anche quella in cui il divario tra prezzo minimo e massimo è minore: solo 2 euro. Seguono con 2,5 euro Bari, Perugia e Terni.
Anche l’aumento dei costi, rispetto al 2025, è più contenuto: si aggira sul +3,5%. Nel campione delle 30 città, preso in considerazione da Altroconsumo, per la Calabria c’è anche Catanzaro. Anche qui i prezzi per pizza e bibita sono contenuti: 10,22 euro (e città terzultima). La variazione tra costo minimo e massimo è maggiore rispetto a Reggio, ma comunque non esorbitante, perché si viaggia tra gli 8 e i 13 euro. L’aumento, rispetto al 2025, è in linea con Reggio Calabria e si aggira poco sopra il 3%.
MA RISPETTO A CINQUE ANNI FA L’AUMENTO è DEL 14%
Se poi si fa il confronto rispetto al 2021, le percentuali dei rincari lievitano. Non siamo ai record di Palermo e Napoli (rispettivamente +60 e +51 per cento), ma registriamo comunque un incremento significativo. A Reggio in cinque anni il costo di pizza e bibita è salito del 14%, mentre a Catanzaro è cresciuto del 19%. A Venezia, per fare un esempio, l’aumento è stato del 10%, mentre a Parma il costo è sceso del 4%.
«Dietro i numeri – dice Altroconsumo – ci sono le ragioni di filiera che ormai puntualmente si invocano (come i rincari energetici e delle materie prime), ma anche qualcosa che ha meno a che fare con il ciclo economico. La pizzeria di quartiere, per decenni presidio della convivialità tricolore e rifugio economico delle serate in famiglia, sta cambiando pelle. E con essa cambia anche il volto di una delle poche, semplici abitudini che abbiamo sempre considerato al riparo da tutto».
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA