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CATANZARO – Chi pensava di assistere ad uno scontro tutto interno al Pdl è rimasto deluso. La riunione convocata a Catanzaro da Giuseppe Scopelliti si è trasformata in un “lasciapassare” per il governatore. Un via libera che potrebbe essere a tempo, ma che al momento c’è stato. Questo perché nessuno dei “malpancisti” ha varcato la soglia della sala riunioni di Catanzaro e il leader del partito ha potuto incassare l’unanimità sul documento proposto. Fino a rilanciare la palla nel campo degli “amici-avversari”, promuovendo il progetto “100 comuni in 100 giorni”, una «forte iniziativa politica – è scritto nel documento – programmata dal Gruppo regionale del Pdl, in stretto coordinamento con i vertici regionali e provinciali del partito. Saremo presenti in cento comuni calabresi nei quali diremo tutto ciò che abbiamo fatto nell’interesse esclusivo della Calabria ma daremo soprattutto spazio a quell’ascolto e quel coinvolgimento che rappresentano la linfa vitale di ogni partito». 

Nel Pdl non si è voluto fare finta di niente, ma si è provato a cancellare, o coprire, quanto avviene all’esterno: «In un grande partito, soprattutto se espressione di una sintesi tra culture e sensibilità derivanti da esperienze personali e storiche diverse – è scritto nel documento – la dialettica non costituisce un limite ma anzi, se orientata al contributo costruttivo, può essere un indiscutibile valore aggiunto». Quindi una sorta di “tirata d’orecchie” per quanti hanno espresso lamentele publiche: «Ma in un grande partito vale anche l’evidente verità che ogni contributo e volendo anche ogni polemica deve avere come fondamento analisi ancorate alla realtà e ad inoppugnabili dati di fatto; se i contributi e le voci critiche sono svincolate dalla concretezza dei percorsi, delle scelte e dei risultati rischiamo solo di doverci confrontare con punti di vista pregiudizialmente o strumentalmente critici». Un modo per provare a richiamare all’ordine, e alla dialettica meno accesa, quanti invece si erano lasciati andare a prese di posizioni troppo dirette. 
Spulciando l’elenco dei presenti, d’altronde, è chiaro che nessuno di quelli che avevano espresso critiche erano presenti. Intorno al tavolo catanzarese, infatti, c’erano Giuseppe Scopelliti e Antonio Gentile, quindi il capogruppo Pdl al Consiglio regionale Gianpaolo Chiappetta ed i coordinatori e vice coordinatori provinciali: Nazzareno Salerno e Alfonsino Grillo (Vibo Valentia); Wanda Ferro e Mario Magno (Catanzaro); Simona Loizzo e Fausto Orsomarso (Cosenza); Umberto Lorecchio e Barbara Brunetti (Crotone); Giuseppe Pedà (Reggio Calabria) Daniele Romeo e Antonio Pizzimenti (Reggio Calabria Grande Città). Non c’era, dunque, come annunciato, il coordinatore di Reggio, Roy Blasi, e non c’erano i rappresentanti di quel fronte ex An che non sta digerendo il progetto politico di prospettiva di Silvio Berlusconi. Né si è parlato di questi temi. Tutto è stato circoscritto alla Calabria. Senza discutere dei malumori per la “rivoluzione” che Silvio ha in mente e per il serpeggiare di tensioni negli ex An che sentono sempre più forti le sirene di Fratelli d’Italia. 
In questo modo tutto è filato liscio e Scopelliti ha incassato quello che voleva: fiducia totale. Ma dei presenti. Basta polemiche, allora, perché, è scritto nel documento, «il Pdl in Calabria gode di ottima salute e già questo, di per sé e considerando che amministra la regione indiscutibilmente più complessa d’Italia, è un risultato assolutamente straordinario e di valore; non v’è chi non veda come, a dispetto di inutili e profetici annunci, per il Pdl in Calabria non si sia verificata la circostanza per la quale chi governa la Regione ed è alle prese con decisioni ed emergenze difficili viene sonoramente punito nelle competizioni elettorali». Porte chiuse anche alle polemiche sui doppi incarichi: «In Calabria il Pdl regionale è affidato alla guida di un coordinatore che è anche il Presidente della Giunta Regionale e ad un vicecoordinatore che riveste importanti ruoli nazionali; le polemiche su doppi incarichi, su metodi non inclusivi, sulla necessità di cambiare passo sono francamente smentite dai fatti ed ingigantite, spesso ad arte, da chi evidentemente ha tutto l’interesse ad indebolire il Pdl». Punto e basta. Le polemiche sono finite, almeno da parte di chi non vuole sentirne parlare. E, forse, il via libera al documento potrebbe essere anche un ultimatum ai “malpancisti”, ai quali è stato ricordato l’impegno in corso tra Regione e scadenze amministrative: «Questo è il lavoro che ci attende, non certo un altro». Tutte le altre questioni non sono problemi di Scopelliti e company. Almeno per ora.
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