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REGGIO CALABRIA – “Quanto sta avvenendo in Calabria e nel distretto giudiziario di Reggio è sottoposto alla straordinaria attenzione del Governo affinchè siano assicurati tutti i provvedimenti necessari al buon funzionamento della giustizia”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri parlando della situazione del settore dopo un incontro di circa due ore con i vertici delle Procure della Repubblica calabresi ed i dirigenti delle cancellerie. Il ministro si è poi spostato al carcere di Arghillà per l’inaugurazione, quindi, in Prefettura, siglerà, insieme al governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, un protocollo d’intesa in materia di sanità penitenziaria.

Per quanto riguarda la situazione reggina, Cancellieri ha aggiunto: “E’ un territorio molto delicato che merita molta attenzione, e il fatto che siamo qui e che abbiamo cominciato da qui è il segno dell’attenzione che ha il governo nei confronti di Reggio Calabria, lavoreremo per questa terra, che merita lavoro e impegno. E’ emerso – ha rivelato il ministro sui lavori del vertice – un quadro di grande impegno da parte di chi opera in questa zona, di grande volontà con naturalmente delle necessità oggettive di mezzi e di uomini, adesso cercheremo di dare le risposte che meritano”. 

L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO CARCERE DI ARGHILLA’.  “Trovo un pò di disagio a pensare che ci sono voluti 25 anni per inaugurare il carcere di Arghillà, e con altrettanta forza dico che bisogna inaugurare anche il Tribunale di Reggio Calabria”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, che questo pomeriggio ha inaugurato il carcere di Arghillà, alla periferia nord di Reggio Calabria. La struttura diretta da Carmela Longo, i cui lavori sono iniziati nel 1993, già ospita 147 detenuti di media sicurezza, tutti con fine pena nel 2015. A pieno regime potrà ospitare fino a 300 detenuti, e se si dovesse costruire un altro padiglione potrebbe ospitare fino a 700 detenuti. «E’ giusto che ci sia un carcere così, è giusto che i detenuti possano avere degli spazi vivibili, è bene anche tutto il resto, al più presto – ha concluso il ministro – completeremo il Tribunale».

VARATO IL CENTRO DIAGNISTICO TERAPEUTICO DI CATANZARO. Il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti ed il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – hanno firmato in Prefettura a Reggio Calabria un protocollo d’intesa finalizzato all’apertura del Centro Diagnostico Terapeutico nella Casa Circondariale di Catanzaro.

Alla sottoscrizione dell’atto erano inoltre presenti, tra gli altri, il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso e Rubens Curia che ha seguito costantemente il progetto.
Si conclude, è scritto nella nota, un iter procedurale lungo quasi un decennio, tempo nel quale è stata rifunzionalizzata, adeguata alla normativa sanitaria e dotata sotto il profilo tecnologico, una intera ala del penitenziario di Catanzaro. La struttura si sviluppa su quattro piani, uno dei quali è già in uso ai servizi sanitari dello stesso istituto, ed accoglie ambulatori specialistici e servizi generali.
La assoluta peculiarità della struttura è legata alla specializzazione del primo e del quarto piano. Il primo è stato integralmente ristrutturato e finalizzato al trattamento dei detenuti affetti da disabilità motorie: conta di 11 camere con servizi a norma; ha annesse palestre mediche e piscina sanitaria per idrochinesiterapia riabilitativa, mentre il quarto rappresenta la prima concreta ed immediata risposta della Regione Calabria alla recente normativa che prevede la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Infatti alla luce della legge 9 del 17 febbraio 2012 è stato avviato l’iter di riconversione del “Padiglione” nell’ambito dell’ex ”Monumentale” di Girifalco a REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza); ma gli accordi in conferenza unificata, propedeutici alla legge stessa, prevedevano anche l’implementazione dei servizi di salute mentale presso gli istituti penitenziari ordinari. La peculiarità costruttiva della struttura e le mutate esigenze sanitarie hanno quindi consentito di destinare il quarto piano a due esigenze “di qualità” in questo ambito: una seconda sezione regionale di Osservazione psichiatrica destinata a detenuti di alta sicurezza (quella dedicata ai detenuti di media sicurezza è attiva dal 2006 presso l’istituto penitenziario di Reggio Calabria), ed uno specifico reparto per detenuti affetti da patologie psichiatriche. Quest’ultimo, a valenza prioritariamente trattamentale, piuttosto che di mera custodia, avrà come obiettivi progetti clinici e riabilitativi di lunga portata, tali da avviare in sinergia con i Dsm di residenza dei detenuti una presa in carico che prosegua oltre il periodo di reclusione, in una visione integrata dell’assistenza specialistica presso le carceri che superi l’episodicità del contesto, ma che si collochi quale momento di una rete territoriale di assistenza e cura, in particolare per queste specifiche aree di fragilità clinica e sociale.
E’ un progetto complessivo, prosegue la nota, di grande respiro e fortemente avanzato, non solo nel panorama nazionale. Infatti altri reparti per disabili sono solo presso l’omologo Centro diagnostico terapeutico di Parma e presso la Casa circondariale di Busto Arsizio (non ancora funzionante), mentre specifici reparti per il trattamento della disabilità mentale sono presenti solo in poche realtà italiane (in particolare a Torino, presso le carceri “Lo Russo e Cotugnò’) e solo da qualche anno l’esperienza delle sezioni di Osservazione Psichiatrica, nella quale la Calabria è stata pioniere, si sta diffondendo in Italia.
Anche questo, è scritto nella nota, è quindi un traguardo ambizioso raggiunto ed in piena sinergia istituzionale tra la Regione Calabria, Dipartimento Tutela della Salute ed Asp di Catanzaro, i cui tecnici hanno guidato la progettazione e realizzazione a norma sanitaria della struttura, ed il ministero della Giustizia. Inoltre un gruppo di lavoro interistituzionale sanità-giustizia, ha dettagliatamente esaminato la struttura e le dotazioni impiantistiche e tecnologiche, confermandone la rispondenza alla normativa nazionale e regionale vigente. Un’ultima considerazione di natura generale è legata ai modelli ed alle strategie di gestione della fragilità mentale presso le carceri calabresi. A breve vedrà la luce il documento conclusivo del progetto sul disagio mentale, elaborato tramite gli ”Obiettivi di PSN 2009-2010”, congiuntamente dalle Asp regionali con capofila quella di Reggio Calabria. Alla prossima presentazione e validazione scientifica del documento, che inquadrerà le principali problematiche psicopatologiche dei detenuti, gli strumenti di analisi, i protocolli di gestione specialistica a seconda del livello di detenzione e delle problematiche emergenti, dalla fase di attesa del giudizio alle misure di sicurezza presso la REMS di Girifalco, con particolare riguardo anche alla prevenzione del rischio suicidiario, farà seguito una formazione diffusa, capillare, a tutti gli operatori del settore, non escluso il volontariato penitenziario.

Nel corso della visita a Reggio Calabria il ministro Cancellieri e il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti hanno firmato in Prefettura a Reggio Calabria un protocollo d’intesa finalizzato all’apertura del Centro Diagnostico Terapeutico nella Casa Circondariale di Catanzaro. Alla sottoscrizione dell’atto erano presenti, tra gli altri, il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso e Rubens Curia che ha seguito costantemente il progetto. Si conclude, è scritto nella nota, un iter procedurale lungo quasi un decennio, tempo nel quale è stata rifunzionalizzata, adeguata alla normativa sanitaria e dotata sotto il profilo tecnologico, una intera ala del penitenziario di Catanzaro. La struttura si sviluppa su quattro piani, uno dei quali è già in uso ai servizi sanitari dello stesso istituto, ed accoglie ambulatori specialistici e servizi generali.La assoluta peculiarità della struttura è legata alla specializzazione del primo e del quarto piano. Il primo è stato integralmente ristrutturato e finalizzato al trattamento dei detenuti affetti da disabilità motorie: conta di 11 camere con servizi a norma; ha annesse palestre mediche e piscina sanitaria per idrochinesiterapia riabilitativa, mentre il quarto rappresenta la prima concreta ed immediata risposta della Regione Calabria alla recente normativa che prevede la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Infatti alla luce della legge 9 del 17 febbraio 2012 è stato avviato l’iter di riconversione del “Padiglione” nell’ambito dell’ex ”Monumentale” di Girifalco a REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza); ma gli accordi in conferenza unificata, propedeutici alla legge stessa, prevedevano anche l’implementazione dei servizi di salute mentale presso gli istituti penitenziari ordinari. La peculiarità costruttiva della struttura e le mutate esigenze sanitarie hanno quindi consentito di destinare il quarto piano a due esigenze “di qualità” in questo ambito: una seconda sezione regionale di Osservazione psichiatrica destinata a detenuti di alta sicurezza (quella dedicata ai detenuti di media sicurezza è attiva dal 2006 presso l’istituto penitenziario di Reggio Calabria), ed uno specifico reparto per detenuti affetti da patologie psichiatriche. Quest’ultimo, a valenza prioritariamente trattamentale, piuttosto che di mera custodia, avrà come obiettivi progetti clinici e riabilitativi di lunga portata, tali da avviare in sinergia con i Dsm di residenza dei detenuti una presa in carico che prosegua oltre il periodo di reclusione, in una visione integrata dell’assistenza specialistica presso le carceri che superi l’episodicità del contesto, ma che si collochi quale momento di una rete territoriale di assistenza e cura, in particolare per queste specifiche aree di fragilità clinica e sociale.

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