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COSENZA – Il dato, strano, subito balzato agli occhi arriva dai piccoli comuni. Da Aiello Calabro, ad esempio, sul Tirreno cosentino. Possibile che nel comune di Franco Iacucci – uno dei maggiori sponsor della candidatura di Pippo Callipo, bravissimo a mobilitare l’elettorato – alla chiamate alle urne avesse risposto solo il 32,43 per cento degli aventi diritto? E davvero a Scala Coeli c’è un tale rifiuto della politica da spingere al voto appena il 15,8 per cento? E così a Paludi, fermo al 20,7 per cento d’affluenza, o a Morano Calabro, dove i votanti non sono andati oltre il 23,4 per cento?

Una spiegazione la offre proprio Franco Iacucci, sindaco di Aiello e presidente della Provincia di Cosenza. «L’astensionismo c’è e va affrontato. Ma quelle percentuali non sono reali. Sa perché? Ad Aiello Calabro, come può riscontrare dal sito del ministero dell’Interno, risultano 2.729 votanti. Sa quanti sono i residenti? Meno di 2mila» dice. In effetti, la banca dati Istat, interrogata su Aiello Calabro, restituisce come risultato 1.610 residenti. «Se sottrae gli studenti e i lavoratori fuori sede, restano 1.200, 1.300 abitanti. È questa la popolazione stabile di Aiello – dice Iacucci – Per cui un’affluenza di 885 votanti non mi pare un dato così strano».

Dove stanno quei mille elettori in più che riporta il ministero? «Negli elenchi dell’Aire, l’Anagrafe italiani residenti all’esterno. Tanti miei concittadini che vivono in Germania, Australia, Argentina stanno in quell’elenco» spiega. L’Aire contiene i dati dei cittadini italiani che hanno spostato la propria residenza all’estero per un periodo superiore ai 12 mesi. Chi si iscrive all’Anagrafe dei residenti all’estero mantiene la possibilità di esercitare in Italia il proprio diritto di voto: per le Politiche lo fa per corrispondenza (e nella circoscrizione Estero) e per le Europee può recarsi in consolato. Per le regionali e le amministrative, invece, deve rientrare in Italia. Facile intuire che a esercitare questa opzione siano davvero pochissimi. O forse nessuno.

Il caso Aiello vale anche per gli altri comuni citati. A Scala Coeli i residenti sono poco più di 900, mentre gli aventi diritto al voto risultano 1.877. Paludi ha 1036 abitanti, ma 2.402 elettori e Morano, a fronte di quasi mila aventi diritto al voto, ha circa 4.200 residenti. In tutto, i calabresi iscritti all’Aire sono 405mila: meno di Sicilia, Lazio, Campania e Lombardia, ma con un’incidenza ben diversa a fronte di una popolazione residente che non arriva, in Calabria, a 2 milioni.

Passiamo ora al dato regionale dell’affluenza al voto. Gli aventi diritto nella tornata di domenica scorsa erano 1 milione 895mila 990. I residenti, dicevamo, sono sotto i 2 milioni: 1 milione 935mila 457, fonte Istat. Significa che i minorenni in Calabria sono 40mila? Naturalmente no, gli under 18 si aggirano almeno attorno ai 350mila. La controprova la offre il voto per le Politiche del 2018. Lì l’affluenza è stata del 63,64 per cento: non una corsa alle urne, ma di certo molto meglio del 44 per cento che sarebbe andato a votare alle regionali. Eppure il numero di votanti effettivo, in termini assoluti, non è molto diverso. Alle Politiche hanno votato 981mila calabresi, alle Regionali poco più di 840mila.

Cos’è cambiato? Il numero di aventi diritto al voto, che per la Camera era pari a 1 milione 541mila 566, perché gli iscritti all’Aire in quel caso – gli aventi diritto al voto, al netto dei minori, possiamo stimarli in 350mila circa – votano per la circoscrizione estero. Insomma, a conti fatti potremmo dire che la reale affluenza alle urne alle ultime regionali è stata tra il 55 e il 60 per cento.

C’è un altro elemento, poi, che ha inciso sul dato dei votanti calabresi ed è l’emigrazione “interna”. Studenti e lavoratori domiciliati nelle regioni del Nord, ma residenti in Calabria, che non sono riusciti a tornare per votare. E non è solo una questione di costi, perché molte compagnie avevano previsto agevolazioni per le elezioni, ma di voli e treni disponibili, di tempi previsti per il viaggio e di logistica nei collegamenti tra aeroporti e stazioni calabresi con i comuni di residenza, soprattutto delle aree interne. Un incastro difficile, spesso insostenibile, soprattutto per un viaggio di due giorni.

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