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Nino Spirlì

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CATANZARO – La Calabria non andrà in zona rossa, almeno per il momento. Lo ha chiarito il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, nel corso degli Stati generali della Calabria (GUARDA IL VIDEO) convocati per la giornata di oggi.

«Zona rossa: sto predisponendo, per lunedì mattina, un tavolo tecnico con tutte le rappresentanze. Raccolti pareri e osservazioni, potrò decidere nell’interesse di tutti», aveva scritto sui social Spirlì sabato scorso. E gli Stati generali di oggi potevano essere la sede adatta per il confronto e il conseguente annuncio delle ulteriori restrizioni.

Stamattina il passo indietro: «Smentiamo che da domani la Calabria diventi zona rossa», ha dichiarato Spirlì rispondendo al rappresentante di Confesercenti Francesco Chirillo. «La zona rossa si allontana se lo vogliamo – ha ribadito Spirlì – tutti ci lamentiamo ma poi di sera la gente esce con mascherina abbassata con la scusa della sigaretta. Il fumo è altamente contagioso».

Nell’introduzione del vertice Spirlì aveva detto: «Nessuno vuole chiudere la Calabria, non ho le chiavi né per aprire né per chiudere nulla. Abbiamo avviato tavoli tecnici specifici confrontandoci sempre con tutte le categorie prima di ogni decisione. La Calabria intera non sarà zona rossa, ma si proteggeranno singoli territori o province. Oggi i calabresi innocenti – ha detto – stanno pagando una colpa che non appartiene loro, la pandemia ci sta mettendo tutti alla prova e nessuno può sottrarsi alle sue responsabilità. Negli ultimi giorni sono aumentati i comuni dichiarati zona rossa su richiesta delle Asp, l’attivazione di periodi brevi di didattica a distanza è necessaria per salvare vite umane. C’è stata, infatti, una crescita dei contagi del 33% fra i giovani da 0 a 18 anni e, sommati con i familiari, il dato supera il 70%».

CAPITOLO VACCINI

«Le vaccinazioni in Calabria non sono in ritardo, i dati vanno letti in base alle quantità ricevute». Spirlì, ancor prima di affrontare il capitolo zona rossa, aveva toccato la polemica dei numeri che vedono la regione al terz’ultimo posto nella classifica delle vaccinazioni. «La Calabria ha ricevuto da Roma 282.989 dosi e ne ha somministrato 212.294, il resto è la quantità che per legge va detenuta in riserva per non invalidare la prima dose. Il governo ci ha chiesto di tenere da parte il 30% delle dosi, quindi probabilmente ne abbiamo somministrate più di quanto consigliato».

«Non bisogna dare giudizi basandosi su un numero e su una classifica delle regioni – ha aggiunto – poco sopra di noi ci sono Lombardia e Veneto, che non hanno una sanità debole e derubata come la nostra». Spirlì, rispondendo alle perplessità dei dirigenti delle diverse Asp calabresi sul numero di dosi disponibili, ha annunciato che dal 29 marzo raddoppieranno i rifornimenti di vaccini per la Calabria

Sui vaccini è intervenuto anche il commissario alla sanità Guido Longo: «Stiamo facendo più del possibile, il commissario Figliuolo ha messo a nostra disposizione delle unità logistiche e di pianificazione delle emergenze per sollevarci da piccole problematiche. Stileremo un piano programmatico con le forze armate per tutto il periodo della vaccinazione. Dobbiamo accelerare, la tempistica deve essere adeguata, solo così usciremo dal tunnel. Al momento ci sono pochi ricoveri in terapia intensiva, tantissimi sono i guariti, è vero il livello di contagio è aumentato, ma se tutti rispettiamo le regole la curva potrà scendere».

FIGLIUOLO IN CALABRIA

Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario nazionale per l’emergenza Covid-19, sarà questa settimana in Calabria. Lo ha annunciato lo stesso Spirlì nel corso del vertice.

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