La procura di Reggio Calabria

Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 4 Minuti

ROMA – Blitz della Polizia contro la cosca Libri di Reggio Calabria: decine di agenti della Squadra mobile di Reggio e dello Sco hanno eseguito 17 misure cautelari, di cui 12 in carcere e 5 ai domiciliari, chieste e ottenute dalla Direzione distrettuale antimafia e firmate dal giudice per le indagini preliminari. Sono state realizzate anche perquisizioni e di sequestri nei confronti di società e imprese.

LEGGI: Operazione Libro Nero, Fratelli d’Italia “allontana” Nicolò

La cosca Libri è una delle più potenti articolazioni della ‘ndrangheta unitaria che, secondo gli inquirenti, controlla nella città di Reggio Calabria i quartieri Cannavò, Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio e le frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana.

LEGGI: Operazione Libro Nero. Agghiacciante ex assessore comunale si paragona a Totò Riina

Tra gli arrestati figurano il capogruppo del Pd al consiglio regionale della Calabria, Sebastiano “Seby” Romeo, e quello di Fdi, Alessandro Nicolò (eletto con FI e poi passato in Fdi).

LEGGI: Operazione Libro Nero, il Pd sospende Seby Romeo

La cosca, secondo l’accusa, avrebbe svolto un ruolo “centrale” in occasione delle elezioni regionali del 2014. Tra gli indagati in libertà c’è Demetrio Naccari Carlizzi ex consigliere regionale Pd e cognato del sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà estraneo all’inchiesta. Il capogruppo Pd alla Regione Calabria Seby Romeo è stato condotto agli arresti domiciliari, mentre il capogruppo di Fdi Alessandro Nicolò è stato portato in carcere. 

LEGGI LA NOTIZIA: ERNESTO MAGORNO SI AUTOSOSPENDE DAL PD DOPO L’ARRESTO DI ROMEO

Inoltre, tra i destinatari dell’ordinanza figurano oltre ad elementi di vertice della cosca Libri, due noti imprenditori del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione; un avvocato penalista e un medico dentista, con l’accusa, a vario titolo, di far parte della cosca Libri o di averla favorita allo sviluppo del suo potere.

SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL’OPERAZIONE LIBRO NERO

Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Polizia di Stato con il determinante supporto delle intercettazioni e delle dichiarazioni dei collaboratori di Giustizia, grazie alle quali è stato possibile portare alla luce il pericoloso ed articolato intreccio politico-imprenditoriale-mafioso che ha determinato il graduale potenziamento della cosca Libri.

LEGGI DI COME LA COSCA AVESSE ASSERVITO POLITICI E IMPRENDITORI

Nei confronti dei destinatari dell’ordinanza che rientra nell’ambito dell’operazione “Libro Nero”, la maggior parte dei quali affiliati alla cosca, gli inquirenti e gli investigatori ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale di arma, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio.

SCOPRI SU QUALI SETTORI IMPRENDITORIALI PUNTAVA IL CLAN LIBRI

“Libro Nero” è il nome che gli investigatori della Polizia di Stato hanno dato all’operazione. L’inchiesta della Dda di Reggio Calabria sviluppata con un’articolata indagine condotta dalla Squadra Mobile del capoluogo reggino, con il supporto dello Sco, ha consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche operative della cosca Libri, una delle più potenti articolazioni della ‘ndrangheta unitaria, che controlla nella città di Reggio Calabria i quartieri Cannavò, Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio e le frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana.

Gli investigatori della Polizia di Stato stanno mettendo i sigilli a numerose società riconducibili agli appartenenti alla cosca, operanti nel settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, il cui valore complessivo, nell’ordine di diversi milioni di euro, è in corso di esatta quantificazione.

L’inchiesta ha consentito di fare luce anche sugli interessi economici e politici della cosca Libri, svelando come affermati imprenditori e politici locali e regionali fossero asserviti totalmente alle volontà della consorteria criminale in qualità di soggetti intranei o concorrenti esterni. In particolare, è stato accertato come la cosca abbia favorito, nel corso del tempo, alcuni imprenditori che potevano sembrare avulsi da qualsiasi contesto mafioso, ma al quale in realtà partecipavano pienamente. Detti imprenditori, rispondendo alle logiche ed alle strategie di sviluppo imprenditoriale pianificate dai vertici della cosca e godendo degli occulti finanziamenti e delle protezioni derivanti dalla stessa, hanno assunto posizioni di assoluto rilievo nei loro ambiti operativi, godendo da un lato della protezione della ‘ndrangheta, al fine di avviare e far crescere in modo esponenziale le proprie attività imprenditoriali, e finanziandola dall’altro.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •