Il ministro Provenzano in visita la porto di Gioia Tauro

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GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) – Punta sul porto di Gioia Tauro il ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano che nel visitare l’infrastruttura portuale ha rimarcato come il Governo abbia «messo in cima all’azione di governo l’idea di riequilibrare lo sviluppo e gli investimenti al Sud non in una logica di rivendicazione ma nella convinzione che il Sud possa offrire occasioni di sviluppo, ancora inespresse, all’intero Paese».

Per il ministro del Sud, accolto dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, dai rappresentanti delle Istituzioni locali e delle forze dell’ordine, il porto di Gioia Tauro. «è uno di quei luoghi in cui noi dobbiamo assumere questa consapevolezza. Grazie all’impegno delle Istituzioni, del Commissario, dell’impresa terminalista e dei lavoratori, noi oggi siamo nelle condizioni di tornare a parlare di Gioia Tauro. I risultati del 2019 ci confermano la potenzialità di questo scalo, non solo per la Calabria ma in generale per il Sud, da inserire nella nuova proiezione del Mediterraneo che rappresenta il nostro ponte strategico verso il mercato africano».

Durante l’incontro, Agostinelli ha illustrato a Provenzano la politica di rilancio e di riqualificazione dell’infrastruttura, avviata in sinergia con il nuovo management di MedCenter Container Terminal per ridare allo scalo la sua posizione leader nel Mediterraneo.

Si tratta di un risultato raggiunto, ha rilevato, grazie ad una chiara attività strategica che ha iniziato a dare i suoi frutti, testimoniati dall’incremento dei traffici del 2019 pari all’8,4 percento dei teus e dell’8,6 percento delle movimentazioni, rispetto allo scorso anno.

Tra gli altri argomenti trattati, Agostinelli si è soffermato sulle attività di infrastrutturazione in fase di progetto, nonché sulle criticità dell’implementazione della Zona economica speciale. Inoltre ha illustrato l’importanza strategica del gateway ferroviario, che potrebbe consolidare il rilancio dello scalo, ma che, nonostante sia stato ultimato, rimane inattivo a causa dell’assenza di collegamento tra l’infrastruttura portuale e la rete ferroviaria italiana.

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