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L'insediamento del Consiglio comunale di Samo

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REGGIO CALABRIA – Obiettivo “quote rosa” tra i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti delle Regioni a statuto ordinario chiamati alle urne nell’ultima tornata elettorale: il caso limite è quello di Samo, un borgo che conta meno di 900 abitanti in Provincia di Reggio Calabria, dove entrambe le liste (“Uniti per Samo” e “Progresso e libertà”) comprendevano esclusivamente candidati di sesso maschile.

i dati sono emersi da una elaborazione del Centro Studi Enti Locali e Adnkronos, basata su dati del Viminale.

Uno scenario non molto distante da quello che si sono trovati di fronte i cittadini di Quindici, in Campania, dove c’era una sola candidata su 20 nomi totali, e a Bruzzano Zeffirio e Pazzano, in Calabria, dove le candidate del gentil sesso erano, in entrambi i casi, 1 su 14.

Sempre secondo i dati, sui 125.920 amministratori attualmente in carica nei 7.904 comuni italiani, complici forse i vincoli più stringenti in vigore negli enti da 5.000 abitanti in su, la presenza delle donne è più marcata, sebbene ancora lontana dalla parità. Le donne. è emerso ancora, rappresentano il 33% del totale (41.931).

I dati provinciali indicano che gli enti in cui sono in assoluto meno rappresentate sono – nell’ordine – quelli della provincia di Cosenza, dove le donne alla guida delle amministrazioni comunali sono meno di una su 4 (275 su 820), Frosinone (275 su 820) e Benevento (287 su 833). Sul podio delle province più virtuose, in termini di rappresentanza femminile, troviamo invece Ravenna 160 donne su 373 amministratori in carica (42,9%), Cagliari (dove la medesima percentuale è pari al 41,95%) e Bologna (41,15%).

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